Trionfi su trionfi, sorrisi che si susseguono e vittorie prestigiose e sorprendenti. La Dallara non si ferma più e, dopo aver conquistato Daytona, la Casa italiana si è messa in tasca a fine gennaio la 24 Ore della Florida.

Gli obiettivi però non finiscono qui, dal momento che la Dallara adesso si lancia all’assalto andrà all’attacco della 24 Ore di Le Mans, anche se l’azienda emiliana difficilmente potrà contendere la vittoria generale a mostri sacri dell’ibrido come Porsche e Toyota. In questo tipo di competizioni, l’unico a tenere alta la bandiera italiana è l’ingegner Dallara, fine conoscitore di un mondo che ormai non ha segreti. Non solo l’ibrido però, perchè la Dallara ha un piede anche in Formula 1, vista la stretta collaborazione con il Team Haas: “quello con Haas è un altro bell’impegno – conferma Giampaolo Dallara nel corso di un’intervista alla Gazzetta dello Sport – perché ci lavorano a tempo pieno un centinaio di dipendenti.

Per il 2017 mi spiace per il mio amico Aldo Costa ma spero che, rimescolando le carte dal punto di vista tecnico, la Ferrari possa tornare davanti a tutti. L’avvento di Liberty Media? Non credo che gli americani interverranno sulla formula delle competizioni, piuttosto, immagino che avvicineranno i piloti e le macchine alla gente, ai tifosi. Vero, c’è la sessione di autografi del giovedì, ma in America il paddock resta aperto sino a mezz’ora prima del via e tutti possono entrarci“.
