E’ attualmente in corso la terza giornata di test di F1 a Barcellona. Sebastian Vettel ha chiuso a tempo di record la sessione mattutina, con il crono di 1’19”024, lasciandosi alle spalle Lewis Hamilton e la sua W08 ed Esteban Ocon.

Sereno quindi il tedesco della Rossa: “stiamo lavorando seguendo il nostro programma, a volte si spinge al massimo, a volte no, ma credo che sia stato abbastanza chiaro cosa stavamo facendo rispetto ai giorni scorsi, ovvero le prove erano mirate a migliorare la nostra performance”, ha dichiarato Vettel a Motorsport.com al termine della sessione mattutina.
“Mi sento abbastanza bene all’interno della vettura, ma è ancora presto. Sappiamo che non è questo il momento che importa di più, ed è necessario andare oltre un singolo giro veloce.

C’è ancora un sacco di lavoro da fare, abbiamo ancora un giorno e mezzo a disposizione, e spero che riusciremo a completare il lavoro programmato nella sessione pomeridiana percorrendo un buon numero di giri. Poi domani Kimi concluderà il lavoro e trarremo le conclusioni. Penso che la squadra stia lavorando molto duramente. Le esperienze dello scorso anno sotto molti aspetti ci hanno aiutato a crescere come squadra, e speriamo di poter raccogliere i frutti in questa stagione”, ha aggiunto il ferrarista che non ha ancora deciso come chiamare la sua monoposto: “decideremo in Australia”.

“Stamattina ho fatto un paio di piccole escursioni fuori pista che ci sono costate un po’ di tempo, in parte però ho recuperato. Mi sarebbe piaciuto poter fare più giri, ma siamo molto impegnati nelle prove che abbiamo programmato. Adesso è importante avere un buon pomeriggio di lavoro”, ha spiegato ancora Vettel.
“Di sicuro la macchina è molto meglio rispetto allo scorso anno, ma è ancora presto. Se si guarda alla quantità di giri completati dalla Mercedes e se ricordiamo come loro nei test non abbiano sempre mostrato il loro potenziale velocistico, restano la squadra da battere. Non importa esattamente dove siamo ora, ma stiamo crescendo, dobbiamo andare avanti e non farsi distrarre”. ha concluso.

