F1, Ecclestone fa chiarezza: “Vettel non si è sentito amato in Ferrari, per questo ha perso il Mondiale”

L'ex boss del circus ha parlato dell'attuale momento della Formula 1, soffermandosi anche su Vettel e sulla situazione in casa Ferrari

Non poteva certamente mancare alla decima edizione del Gp di Abu Dhabi, una gara voluta a tutti costi per alimentari il businness negli Emirati. Bernie Ecclestone continua a vivere il mondo della Formula 1, mantenendo contatti e tenendosi aggiornato su ogni variazione relativa a quel circus che lui stesso ha costruito.

sebastian vettel
photo4/Lapresse

Dalla Mercedes fino alla Ferrari, passando per il ko di Vettel nel Mondiale, questi e tanti altri sono gli argomenti trattati da Mister E nel corso di un’intervista alla Gazzetta dello Sport: “io pensavo davvero che la Ferrari ce l’avrebbe fatta e non conosco le ragioni per cui ad un certo punto si è persa, senza un valido motivo. Sebastian ha commesso errori, il team ha commesso errori e questo in Formula 1 è un problema. Su certe piste la Mercedes è andata forte, ma alla fine, facendo un bilancio, la Ferrari ha avuto una macchina migliore. Seb è stato abituato, in Red Bull, a essere amato. Parlava con tutti, tutti parlavano con lui. Si sentiva a suo agio nella squadra, credo che in Ferrari non sia stato così. E questo lo ha deconcentrato, non sarebbe dovuto accadere. Sebastian si è mostrato molto sensibile nel carattere, questo è senza dubbio strano per un tedesco. Deve essere più forte dentro, guardare le cose con maggiore serenità. Non è un pilota finito, è solo disorientato. Ha tutto per recuperare e ritrovarsi, ci mancherebbe. E’ diverso da Schumacher, Michael si prese sulle spalle la Ferrari e la guidò fuori dalla crisi. E’ stato un leader, Vettel non è così“.

sergio marchionne
Daniele Badolato

Ecclestone poi si sofferma sul nuovo corso Ferrari, sottolineando che con la presenza di Marchionne il team avrebbe vinto il Mondiale: “credo proprio di sì, era un uomo che incuteva e riceveva rispetto. La sua presenza avrebbe dato più fiducia a tutti per raggiungere l’obbiettivo. Elkann e Camilleri devono guardare attentamente alla squadra e vedere se c’è la gente giusta al posto giusto, la rossa di oggi mi ricorda quella di metà Anni 90, quando convinsi Todt ad andare a Maranello. E’ un tipico problema italiano, in Ferrari ci sono tanti elementi di valore. Serve qualcuno che li incanali e li faccia fruttare, non so chi potrebbe essere, ma deve essere qualcuno che parli l’italiano e che sia disposto a stare in fabbrica per 24 ore. Non serve un consigliere o uno che dà le direttive e poi scompare. Raikkonen? Mi sembra un peccato questo passo indietro alla Sauber, io l’avrei tenuto in Ferrari“.