F1, clamorosa rivelazione dei medici: Niki Lauda ad un passo dalla morte prima del trapianto

I medici che hanno operato il presidente non esecutivo della Mercedes hanno rivelato come sarebbe morto se non si fosse sottoposto al trapianto

Niki Lauda ha rischiato davvero di morire, il trapianto di polmone a cui si è sottoposto l’ex pilota austriaco ha evitato una fine pressoché certa. A rivelarlo sono i medici che lo hanno operato, i quali hanno sottolineato come ci è mancato davvero poco: “si è verificata una malattia polmonare acuta e questo significa che le cellule immunitarie nel sangue sono migrate nei polmoni del paziente ed hanno attaccato il tessuto proprio lì” le parole di Marco Idzko, capo della divisione di pneumologia dell’ospedale di Vienna. “Questo alla fine porta alla distruzione ed alla perdita del tessuto polmonare funzionale e il paziente non è più in grado di assorbire abbastanza ossigeno attraverso i suoi polmoni“.

niki lauda
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Una volta complicatasi la situazione, Lauda è stato sottoposto a trapianto: “sfortunatamente, dopo 10 giorni di terapia intensiva, a causa di un rapporto di ossigenazione critico, la terapia è aumentata” le parole del cardiologo Gottfried Heinz. “Abbiamo dovuto eseguire una sostituzione meccanica del polmone, un ECMO, ovvero un’ossigenazione della membrana extracorporea“. Una situazione che avrebbe portato Lauda alla morte in pochi giorni, per questo motivo l’austriaco è stato messo nella lista dei trapianti con una posizione elevata vista la gravità della situazione. “Potevamo presumere che gli sarebbe stato assegnato un organo adatto nello spazio di pochi giorni” afferma il chirurgo toracico Konrad Hotzenecker, che ha eseguito il trapianto. “Il tempo medio d’attesa in questi casi è di cinque giorni. Il polmone ha un’eccellente funzione primaria, quindi siamo stati in grado di rimuovere il supporto circolatorio in sala operatoria. Il polmone ha ripreso bene la sua funzione“.

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Per quanto riguarda il decorso post-operatorio, il direttore del reparto di chirurgia Christian Hengstenberg esprime la propria soddisfazione: “possiamo affermare che il paziente è sopravvissuto in maniera eccellente e che poteva essere estubato dopo appena 24 ore. Questo è estremamente importante per noi e per l’intero processo di guarigione. Possiamo vedere che è completamente cosciente e che tutto sta funzionando correttamente. Lo sviluppo è molto gratificante. La situazione è tale che ci aspettiamo davvero che possa tornare ad una vita normale. Solo il tempo però ci dirà se raggiungeremo il nostro obiettivo“.