Un miracolo bello e buono, un colpo di fortuna che Lewis Hamilton non si sarebbe immaginato nemmeno nei suoi sogni più rosei.

Vedere eliminate le due Ferrari e ritrovarsi primo dopo poche curve, in un Gp come quello di Singapore dove avrebbe dovuto limitare i danni, nemmeno lui se lo sarebbe aspettato. Invece la realtà ha superato l’immaginazione, permettendo al britannico di mettere una seria ipoteca sul titolo piloti. “Vincere così è anche più bello di quando domini, partendo dalla pole. Quando prima del via ho visto che ricominciava a piovere, ho pensato che fosse una benedizione divina. Amo quelle condizioni” le parole di Hamilton riportate dalla Gazzetta dello Sport. “Ero dietro a Vettel, mi sono detto: ‘Eccomi, sono pronto alla battaglia’.

Credo che Sebastian non abbia fatto nulla di strano. Prendete la mia partenza a Monza: quando sei davanti, cerchi di proteggerti da chi ti segue, credo abbia fatto lo stesso. Ma il guaio è che spesso chi è dietro è coperto da un angolo cieco. Non credo, anzi per gli spruzzi che si sarebbero alzati sarebbe stato forse più pericolosa una partenza lanciata. Era la prima volta che si correva di notte, qui, con la pioggia. Condizioni complicatissime, c’erano linee verniciate dappertutto e commettere errori era facile. Ma sono queste sfide che mi esaltano. Dopo i tanti errori commessi nel 2016 mi sono prefisso di restare sempre concentrato. E continuerò a miscelare aggressività e prudenza sino alla fine“.
