Sergio Marchionne aveva promesso battaglia domenica ad Austin, sottolineando la propria contrarietà alla decisione di Liberty Media di ridurre i costi a scapito dell’evoluzione delle power unit. Una crociata che il presidente del Cavallino ha intenzione di portare avanti nei confronti dei nuovi proprietari del circus che, da par loro, non hanno nessuna intenzione di recedere dal loro obiettivo.

“L’obiettivo principale per noi è migliorare lo spettacolo in pista – le parole di Carey alla Gazzetta dello Sport – e per riuscirci bisogna aumentare la competizione. I motori ibridi attuali sono magnifici, ma costano troppo e hanno creato disparità esagerate fra i team. Noi vogliamo che la tecnologia resti un fattore importante, senza però risultare decisivo. Perciò i motori del futuro dovranno essere più semplici, più economici, con un suono più attraente e anche più potenti e veloci. Le grandi squadre vorrebbero vincere tutte le gare ma bisogna che capiscano la convenienza anche per loro di avere una competizione più aperta, con possibilità di successo anche per gli outsider.

Se c’è più battaglia in pista la F.1 verrà seguita da più gente, e ci guadagneremo tutti. La F.1 è per i tifosi, non per i team. Non abbiamo nulla da invidiare a Nascar o IndyCar. Semmai prenderei spunto dalla MotoGP, che ha creato le categorie Moto2 e Moto3 per lanciare giovani stelle. Fra i posti candidati a ospitare un GP c’è sicuramente una città americana fra New York, Miami e Las Vegas, da affiancare ad Austin, perché questo mercato e la Cina sono fondamentali per noi“.
