F1, Cesare Fiorio difende Giovinazzi: “inesperto? In quella curva ha sbagliato anche Grosjean”

Interrogato sulla situazione di Antonio Giovinazzi, Cesare Fiorio ha preso le difese del pilota italiano dopo i due botti che lo hanno visto protagonista a Shanghai

Un esordio da ricordare con il dodicesimo posto finale e una gara condotta magistralmente dall’inizio alla fine. Un seguito, però, tutto da dimenticare per Antonio Giovinazzi che, sul circuito di Shanghai, ha fatto storcere il naso alla Sauber, costretta a riparare per due volte la C-36 dopo gli incidenti in serie occorsi al driver italiano in qualifica e in gara.

LaPresse/Photo4
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A prendere le difese del pilota di Martina Franca ci ha pensato Cesare Fiorio, grande estimatore di Giovinazzi che, martedì prossimo si rimetterà alla guida della Ferrari nel primo dei due giorni di test previsti sul circuito del Bahrain. “Dobbiamo ricordarci che il sedile è di Wehrlein e per Antonio è stata una grande fortuna quest’opportunità insperata. Purtroppo non ha potuto fare tutti i chilometri in programma per colpa del maltempo Certo, il fine settimana è stato molto negativo: mi auguro soltanto che non abbia ripercussioni psicologiche su di lui. Però serve un distinguo. Quello di sabato è un errore suo, però in quella curva aveva sbagliato anche Grosjean.

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Domenica invece Antonio è stato vittima di aquaplaning. Basti ripensare a cos’era successo a novembre a Interlagos: quanti avevano sbattuto? Raikkonen, Massa, Alonso, ancora Grosjean. In quei casi la macchina diventa incontrollabile. Le intermedie? Se io fossi stato sul muretto box, gliele avrei sostituite per ultimo. Il cambio gomme non era dovuto a un miglioramento della pista, ma alla Virtual Safety Car. Che la pista non fosse da asciutto si era capito subito con il dritto di Hamilton che aveva spinto la Mercedes a fare marcia indietro“. Nonostante il doppio botto, Cesare Fiorio è convinto che non ci saranno ripercussioni negative nell’animo di Giovinazzi: “c’è una canzone di Antonello Venditti che dice: ‘Non è da un calcio di rigore che si giudica un giocatore’.

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Io, parafrasando, dico che non si giudica un pilota da un incidente. Suggerisco di andare a rivedere la gara dell’anno scorso a Zeltweg, rimontò da 15° con la pioggia. Antonio non deve aspettare un altro anno. La F.1 è piena di storie a lieto fine di piloti che hanno debuttato con successo, dopo la gavetta nelle formule minori. Ho solo un timore, cioè che i fatti di Shanghai lo condizionino: succedono perché uno va forte. Anzi, l’incidente di domenica non dipende neppure da questo“.