F1, Carey sa già su cosa lavorare: “renderemo i nostri eventi più grandi”

Chase Carey pronto per la sua nuova avventura: il nuovo boss della F1 sa già su cosa lavorare per migliorarla

Importanti novità nel mondo della F1: la notizia era ormai nell’aria, mancava solo l’ufficialità, arrivata due sere fa. Bernie Ecclestone non è più il boss indiscusso della Formula 1, relegato dopo 40 anni al ruolo di presidente onorario di una società che lui stesso ha reso grande. Al suo posto adesso c’è Chase Carey che ha già in mente tanti spunti sui quali lavorare.

LaPresse/Photo4
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Anche solo un anno fa non c’era nulla che potesse farmi pensare a questo contesto. Ma quando la scorsa estate si è presentata la chance, sono subito stato catturato dal progetto, ed oggi sono entusiasta della sfida che mi attende”, ha raccontato il nuovo boss della F1 in un’intervista a Motorsport.com.

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Per prima cosa a Bernie bisogna riconoscere il merito di aver saputo strutturare e far crescere questo sport negli ultimi decenni. Un dato su tutti è il prezzo a cui è stato venduto il pacchetto di Formula 1, ovvero otto miliardi di dollari. Deve essere apprezzato tutto il lavoro che ha fatto. Ciò detto, se osserviamo gli ultimi quattro o cinque anni, vediamo che la Formula 1 non è cresciuta come avrebbe dovuto, considerando il suo potenziale, e noi abbiamo l’opportunità di dare il nostro contributo per migliorare ulteriormente”, ha aggiunto Carey che sa già su cosa lavorare: “penso che ci siano due parti fondamentali la prima è quella di strutturare un’organizzazione che ci permetta di promuovere al meglio questi eventi su tutti i fronti, che può voler dire rivolgersi ai media digitali, che oggi non sono coinvolti, cercando un legame diretto con i tifosi e che amano questo sport. E, su un altro livello, dobbiamo costruire uno spirito collaborativo con i nostri team, i promotori, gli sponsor e le emittenti televisive, al fine di lavorare insieme con una visione comune”.

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La sfida sarà quella di rendere i nostri eventi più grandi, più ampi e migliori sotto tutti i punti di vista. Ho già detto che vorremmo avere 21 gare come 21 Super Bowl. Abbiamo un Gran Premio per nazione, e dovremmo rendere questi appuntamenti degli eventi che riempiano un’intera settimana, con animazioni, musica, e altre iniziative per cercare di coinvolgere tutta la città, e non solo il pubblico che assiste alla gara in pista. Lavorando nel tempo, vorremmo crescere in questa direzione”, ha continuato.

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Lewis Hamilton oggi è il pilota più pagato e lui è molto noto ma… al di fuori degli Stati Uniti. Abbiamo grandi stelle, da Lewis Hamilton a Max Verstappen, un ragazzo di 18 anni che è esploso in modo incredibile lo scorso anno, ma ho sottolineato che c’era una sola persona che lavorava sul fronte delle sponsorizzazione e… nessuno nel marketing. Se non si è connessi al mondo dei digital media vuol dire che ci sarà del lavoro da fare, con l’obiettivo di avvicinarsi sempre di più ai fans, e permettergli di sentirsi più vicino ai loro beniamini. Abbiamo delle stars, abbiamo macchine incredibili, dobbiamo solo avvicinarci alla gente”, ha concluso Carey.