Voci, dicerie e ultimatum. Il rapporto tra Ferrari e Liberty Media non è stato idilliaco negli ultimi mesi, alla luce delle parole di Marchionne che, nel suo ultimo periodo alla guida del team di Maranello, non nascondeva la volontà di abbandonare la Formula 1 nel caso in cui si fossero realizzate determinate situazioni.

Sulla questione è intervenuto Chase Carey che, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha fatto luce sulla vicenda rivelando anche un retroscena relativo all’ex presidente della Ferrari, deceduto da poco in Svizzera. “Avevo parlato con Sergio tre settimane fa (dopo la gara di Zeltweg, pochi giorni prima che Marchionne si operasse in Svizzera; n.d.r.) ed eravamo d’accordo sui principali obiettivi da raggiungere e sulla direzione da seguire. Dovevamo solo stabilire l’agenda. Fra di noi non c’erano più divergenze di vedute. Non ho mai voluto fare pressione sulla Ferrari, ma solo porre le basi per il cambiamento. Su questo i team sono tutti concordi. Se dico che servono gare più appassionanti e incerte, la loro risposta è “sì”. Se dico che abbiamo un problema di costi troppo elevati, la loro risposta è ancora “sì”. Idem se dico che bisogna semplificare gli elementi tecnici della F.1. Certo, su alcuni dettagli andrà trovato un compromesso che non accontenterà tutti. Ma va compresa la logica, vogliamo una F.1 per i tifosi, non per i team“.

Zak Brown ha rivelato che Liberty Media, senza Marchionne, avrà vita facile nei rapporti con la Ferrari, ma Carey sbotta: “considero il suo commento sbagliato e inopportuno, alla luce di quanto ho detto. Le discussioni con Sergio sono sempre state costruttive. Un conto sono le storie che si raccontano e un altro la realtà. Avevo un incredibile rispetto per Marchionne, per i suoi risultati nello sport e negli affari, ma soprattutto per l’energia e la passione che ci metteva. Era da ammirare. Mancherà alla F.1 e mancherà a me. Era un leader forte, ma le persone di successo sono proprio cosi. Adesso sono pronto a lavorare con i successori a Maranello. Ho incontrato Louis un paio di volte alle corse. Bisogna dargli il giusto tempo per insediarsi”.
