Correva il 29 dicembre 2013 quando Michael Schumacher impattò sfortunatamente con quella roccia che ha fatto calare il buio nella sua mente. Quattro anni dopo, poco è cambiato. Il tedesco continua a lottare per la sua vita con la famiglia accanto, intenta a non far trapelare alcuna notizia sulle sue condizioni di salute. Sono molti coloro che pregano affinché Michael si risvegli, uno di questi è Luca Baldisserri, oggi consulente tecnico di Lance Stroll, ma in passato ingegnere di pista del Kaiser dal 2000 al 2003 in Ferrari.
“Cosa mi colpiva di Schumi? Che riuscisse a prendere per mano il team, farlo lavorare in armonia e portarlo a vincere. Non ho più visto qualcosa del genere, in questo Michael era unico” le parole di Baldisserri alla Gazzetta dello Sport. “Il ricordo più bello è il primo titolo con noi, quello del 2000. Era da 21 anni che la Ferrari non conquistava il Mondiale. Il figlio Mick? Per certi aspetti è davvero simile al padre e ogni tanto alla radio mi sbagliavo, lo chiamavo Michael. Come lui però vuole interferire nelle questioni tecniche ed è una cosa difficile da accettare da un giovane. Per questo ogni tanto abbiamo discusso. Per quanto riguarda le notizie su Michael, non so nulla. La tentazione l’ho avuta ma ho sempre resistito. Di papà abbiamo parlato poco e solo quando Mick mi chiedeva come si sarebbe comportato Michael in determinate circostanze“.
