La corsa tra i tifosi, il pianto di gioia e, soprattutto, il quarto titolo mondiale. ‘Lewis Hamilton Quarto’ sale sul trono in Messico, con due gare d’anticipo rispetto alla naturale conclusione del Mondiale di Formula 1. Sedici vittorie negli ultimo 30 Gran Premi, un numero pazzesco che esalta le gesta di un campione entrato di diritto nell’olimpo di questo sport.

Un mix di talenti, un unione di qualità particolari che rendono Hamilton senza dubbio il pilota migliore del momento. Un obiettivo fissato prima e centrato poi, grazie ad un team perfetto capace di mettergli a disposizione una macchina perfetta: “mi piacerebbe iniziare ringraziando la mia squadra e tutto coloro che mi hanno aiutato a vincere il quarto titolo. Sono stato scelto da Mercedes e McLaren quando avevo 13 anni, e voglio cogliere l’occasione per ricordare gli anni eccezionali che ho vissuto con la mia prima squadra di Formula 1” le parole di Hamilton riportate da Motorsport.com. “E’ stato un periodo che avrà sempre un posto speciale nel mio cuore.

Quando incontrai Ron avevo 10 anni, e gli dissi che un giorni avrei voluto essere campione del Mondo con una sua monoposto. Mi diede un’opportunità, ed ovunque sia oggi, ci tengo a dirgli che gli sarò sempre grato. Poi sono arrivato in Mercedes, una decisione che è sembrata una scommessa, ma dentro di me sapevo che stavo facendo la cosa giusta. Anche se i primi tempi non sono stati facili, ero certo che saremmo arrivati al successo. Può sembrare strano, ma sono sempre stato convinto che sarebbero arrivati giorni come quello di domenica”. Un successo partito da lontano: “questa settimana ho ripensato alle mie origini, a quando crescevo a Stevenage sognando un giorno di diventare un pilota di Formula 1.

Essere dove sono oggi è molto al di là di ciò che sognavo, quattro volte campione del Mondo… era impossibile da immaginare. Durante la gara ho ripensato a quando mio padre una volta mi mise in un ring di boxe, e il mio avversario mi tirò un pungo facendomi sanguinare il naso. Non volevo risalire sul quel ring, e oggi ho rivissuto una sensazione simile alla curva 3: avevo una foratura, avrei potuto tornare ai box e rinunciare alla gara, ma mi sono ricordato quel momento e mi son detto ‘non ho intenzione di rinunciare’, continuerò a spingere, anche se sono 40 secondi dietro, continuerò a dare tutto, per essere orgoglioso di ciò che ho fatto quando attraverserò il traguardo.

E orgoglioso di me stesso… Se ripenso ai sacrifici che ha dovuto fare mio padre per aiutarmi ad essere dove sono oggi, non credo che potrò mai ripagarlo, anche se vincerò un numero pazzesco di gare e campionati. Posso però cogliere questa opportunità ed essere un’ispirazione per qualche bambino nel mondo tra i tanti che stanno guardando la Formula 1, ed è ciò che provo a fare. Il 44 è il mio numero magico, ed il 4 ne fa parte, quindi celebro il quarto titolo anche sulla mia macchina. E’ un traguardo incredibile, e mi chiedo cosa stiano pensando i miei ex compagni di scuola. Ho ripensato anche ad un paio di insegnanti che mi avevano detto ‘tu non concluderai nulla nella vita”, chissà se mi stanno osservando ora, o se leggeranno il mio nome sui giornali: cosa diranno? Magari penseranno di aver ‘aiutato quel ragazzo’, o magari diranno: ‘sai una cosa? Mi pento di aver detto quelle cose, e ho imparato qualcosa’. Spero davvero che i bambini che oggi sono a scuola vengano incoraggiati e supportati, non demoralizzati. Spero che il mio quarto titolo Mondiale, il quarto di un Campione del mondo di Stevenage, possa dimostrare che puoi riuscire a fare qualcosa anche arrivando dalla base”.
