#Schumi50, alle origini del Mito

Il campione tedesco compie oggi 50 anni, una vita lunga e ricca di soddisfazioni che nemmeno l'incidente di Meribel può rovinare

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Un circuito di kart su cui sgrezzare il proprio talento, iniziando a costruire centimetro dopo centimetro la propria incredibile carriera. La leggenda di Michael Schumacher nasce così, tra le strade di Huerth-Hermuehlheim, dove il padre Rolf gli trasmette la passione per i motori.

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Dal paesino della Germania fino al tetto del mondo, conosciuto per ben sette volte dal Kaiser, riuscito a conquistare sette titoli come nessuno mai nella storia della Formula 1. Quanta strada dal 1989, anno del suo esordio in Formula 3. Una stagione e subito il titolo, prima che nel 1991 Flavio Briatore non decida di portarlo alla Jordan per farlo esordire nella massima categoria automobilistica nel 1991. Il debutto avviene in Belgio, grazie all’arresto di tale Bertrand Gachot costretto a lasciargli il sedile della propria monoposto. Da lì è un crescendo rossiniano, fino ai due titoli mondiali ottenuti nel 1994 e nel 1995, che lo consacrano come pilota più giovane ad aver vinto due titoli consecutivamente. La doppietta iridata gli spalanca le porte della Ferrari, decisa ad interrompere il lunghissimo digiuno che dura ormai dal 1979. I primi anni però non regalano soddisfazioni, con Schumacher che cede prima allo strapotere della Williams e poi alla furbizia di Hakkinen.

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L’infortunio del 1999 è l’ultimo ostacolo da superare, prima del pokerissimo consecutivo che segna il quinquennio tra il 2000 e il 2004, anni in cui Schumi entra ufficialmente nella leggenda del Cavallino e della Formula 1. Due anni dopo l’ultimo titolo decide di ritirarsi, per poi riprovarci nel 2010 al volante della Mercedes. Niente titoli, ma solo tantissimo lavoro che permette alla scuderia di Brackley di crescere e gettare le basi per i trionfi di Hamilton e Rosberg. Una volta calato poi ufficialmente il sipario, il Kaiser comincia a godersi la vita, tenendo sempre stretta la mano a quell’adrenalina fedele compagna di viaggio. La nuotata con le balene, le corse in moto e i lanci in paracadute: tutto in stile Schumi, fino a quella maledetta discesa sugli sci a Meribel del 2013 che spegne la luce. Le tracce del più grande si perdono all’ospedale di Grenoble, la famiglia lo nasconde dietro un alone di mistero, un velo spesso e impenetrabile che i tifosi sperano un giorno possa cadere per poter tornare nuovamente ad ammirare il proprio idolo.

Buon compleanno Schumi!