Una stagione complicata, quella 2019, per la Ferrari. Il team non è riuscito mai ad essere davvero in corsa per il titolo Mondiale contro una Mercedes superariore e più costante. Non sono mancate le problematiche interne, con diversi errori in pista dei piloti e qualche decisione del team che non è stata da loro approvata.

“Le cose in Ferrari stanno andando bene, abbiamo annunciato un anno relativamente record in termini di fatturato e di profitto. Questo è importante perché le macchine generano i profitti per pagare la squadra di Mattia! Scherzi a parte, l’azienda sta andando estremamente bene e questo viene sottolineato dal prezzo delle azioni. Ma ora passiamo alla Formula 1. Voglio sottolineare la favolosa organizzazione guidata da Mattia, ho piena fiducia nelle sue qualità da leader, è capace, e devo dire che mi diverto molto a lavorare con lui, ha un talento incredibile. Tuttavia siamo in una nuova organizzazione, non tanto in termini di età, ma di nuovi ruoli e mansioni. Gli errori possono capitare quando si fa un nuovo lavoro, perché si inizia a scalare una montagna. Sicuramente nella stagione appena conclusa ce ne sono stati un po’, ma si può vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Secondo me è molto più che mezzo pieno, perché credo che la stagione si sia evoluta ed i mesi lo hanno dimostrato. Mattia ed il suo team si sono concentrati sui problemi che abbiamo avuto e pian piano li hanno affrontati. Il gap che avevamo è migliorato visibilmente e dopo l’estate si è visto chiaramente che siamo andati molto meglio. Come azienda, siamo pronti ad investire in Formula 1. Credo che in passato non abbiamo investito abbastanza in termini di infrastrutture ma se oggi fate un giro qui intorno vedrete un bel numero di gru nel luogo in cui stiamo costruendo il nuovo simulatore. Quindi, con una visione a lungo termine, siamo appassionati e vogliamo vincere, ma non entriamo nel panico”, ha spiegato Louis Camiller a Motorsport.

“Credo che abbiamo le giuste risorse di talento, abbiamo bisogno di stabilità. Se pensiamo ai grandi team che hanno brillato in Formula 1, ci sono stati tanti periodi: prima McLaren, poi Ferrari, Red Bull ed ora le Frecce d’Argento. Tutti momenti diversi, con regolamenti differenti. Ma una cosa che avevano tutti in comune era la stabilità dell’organizzazione. La leadership ha promosso innovazione e creatività e queste vengono alimentate quando le persone lavorano a proprio agio. Ovviamente bisogna avere degli standard alti ed un pizzico di pressione. Ma qui in Ferrari la pressione non manca mai e non c’è bisogno di aggiungerne, sia dall’interno sia dall’esterno. Sono incoraggiato dai progressi fatti ma c’è anche della delusione, perché in alcune occasioni sono stati commessi degli errori che sicuramente ci hanno condizionati e potevano essere evitati. Ma si impara molto più dagli errori che da una cosa che fila liscia. Credo che abbiamo appreso molto e cerchiamo la perfezione in qualsiasi cosa facciamo”, ha aggiunto l’amministratore delegato Ferrari.

Non poteva mancare un commento sulla rivalità tra Vettel e Leclerc: “si è scritto e si è parlato molto sulle ipotetiche tensioni tra i due piloti. Il primo punto è che in realtà, a porte chiuse, c’è un rispetto reciproco. Non direi che sono amici, ma si trovano bene, scherzano e sembrano essere a proprio agio l’uno con l’altro. Charles è il primo ad ammettere di aver imparato molto da Seb, quindi c’è rispetto. Mattia ha affermato più volte che entrambi sono molto competitivi, ed è giusto che sia così. Per Seb è stato un anno difficile, non è soddisfatto, come tutti noi, delle sue performance, credo che abbia avuto più problemi con la monoposto rispetto a Charles. Ha commesso un certo numero di errori ed è stato sfortunato. Comunque è ancora al centro del team. Ovviamente adesso si parla ancora di quanto accaduto in Brasile, e non sono meravigliato. A volte la natura umana richiede una crisi per rimettersi sul binario giusto, ed i piloti hanno capito chiaramente che la Ferrari viene prima ed i piloti dopo. Spero che con questa crisi si siano risolti alcuni dei problemi. È chiaro che questi due ragazzi sono difficili da gestire, ma ho piena fiducia in Mattia, so che sarà in grado di farlo. Siamo Ferrari, siamo una società quotata e l’integrità e la disciplina sono i nostri valori principali. Non faremmo mai nulla che andrà contro questi principi, perché ci danneggerebbe oltre al fatto che andrebbe contro un valore che ci accomuna. Credo che sia importante il fatto che tutti siano molto concentrati. Ma vedo che ogni volta che la Ferrari riesce a fare qualcosa un po’ meglio degli avversari, c’è sempre qualcosa di sbagliato e non è mai riconosciuto il talento o la creatività. Questo è un po’ frustrante”.
