E alla fine Arrivabene. E sono guai per tutti. Avete presente quei bei western di una volta in cui i cattivi imperversavano senza nemici per quasi tutta la durata del film? Quegli arcigni cattivi che ne facevano di tutti i colori ai poveri malcapitati che finivano per errore sul loro cammino? Ecco, a pochi minuti dalla fine della pellicola, per rimettere tutto a posto e ridare un senso morale al film, arrivava sempre un eroe-buono a risollevare le sorti dei malcapitati. L’eroe buono sapeva tutto di tutti. E non sbagliava mai a giudicare le persone. Era infallibile. Era una sorta di personificazione del concetto di “giustizia”. Ed era allo stesso tempo molto cattivo con i cattivi ed estremamente buono con i buoni. Arrivabene, Maurizio di nome, è un po’ come il buono dei vecchi western. Gli mancano solo un sigaro stropicciato ad un angolo della bocca, un cinturone di cuoio in vita e degli speroni agli stivali. Anche se gli speroni, a dire il vero, il responsabile della Gestione Sportiva Ferrari pare averli sulla punta della lingua. E la lista dei cattivi che li hanno assaggiati sulla propria pelle inizia ad allungarsi. Vero Niki?
Alla fine… Arrivabene: il team principal della Ferrari come l’eroe buono dei western
Una vittoria quella della Ferrari di domenica che permette al team principal della scuderia Maurizio Arrivabene di "cantarle" ai propri "nemici"

