Sabato per cuori forti quello che, di fatti, chiude la Vuelta di Spagna 2019. Ultima tappa, prima della passerella finale, quella che parte da Arenas de San Pedro e dopo 190.4 km termina sul traguardo di Plataforma de Gredos. Un tappone di montagna davvero tosto, in grado di mettere in difficoltà i ciclisti ormai arrivati con poche energie dopo le estenuanti settimane passate.

Superare 6 gpm per un totale di 4400 metri di dislivello e poi attaccare a 43 km dall’arrivo e vincere la tappa è un’impresa da fenomeno, riuscita ad un Tadej Pogacar letteralmente meraviglioso. Il ciclista della UAE Emirates prende l’iniziativa lasciando il vuoto dietro di sé e si va a prendere non solo la sua terza vittoria di tappa alla Vuelta, ma anche la maglia bianca di Miguel Angel Lopez e il terzo gradino del podio sottratto a Nairo Quintana.

Una Vuelta che parla sloveno, festeggia la consacrazione della stella Pogacar e incorona Primoz Roglic, dominatore della corsa spagnola, in grado di difendere la maglia rossa dall’assalto di Alejandro Valverde e conquistare il primo grande giro della sua carriera dopo il 3° posto del Giro d’Italia. Grande delusione in casa Movistar. Se da una parte Valverde, campione infinito a 39 anni, si prende un pregevole secondo posto, dall’altra Nairo Quintana, il secondo big della squadra, vede sfumare il podio proprio nella tappa decisiva.

