Non è iniziato nel migliore dei modi il 2018 per Vincenzo Nibali. Lo Squalo dello Stretto è stato costretto ieri a dare forfait per il suo esordio stagionale, alla Vuelta a San Juan, a causa di un fastidioso virus intestinale: febbre alta e dissenteria per il corridore messinese che a poche ore dalla partenza della corsa argentina non ha potuto far altro che ‘arrendersi’. Prima di lui anche il fratello Antonio è stato colpito da questo virus intestinale, ma anche altri corridori di altre squadre, come Eugenio Alafaci della Trek Segafredo hanno dovuto fare i conti con questo malessere, senza però dover rinunciare alla corsa. Ecco quindi che, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il dottor Emilio Magni, medico della Bahrain Merida, ha fatto un po’ di chiarezza sulle condizioni di Nibali:
“Sì, purtroppo Vincenzo non parte. Subito dopo pranzo ha avvertito un capogiro, mi ha detto che non si sentiva bene. E sono cominciati i sintomi classici dell’attacco gastrointestinale: vomito, dissenteria. E pure la febbre: 38 gradi e mezzo. Anche stringendo i denti, sarebbe stato impensabile correre una tappa, per giunta con questo caldo (33° C). Difficile, quasi impossibile, dire quale sia stata la causa: non lo sapremo mai, anche se altri corridori e personale, del nostro e di altri team, hanno avuto problemi analoghi in questi giorni. Basta poco: verdura lavata male, acqua contaminata, un latticino che non ha rispettato la catena del freddo, chissà cosa altro. Noi cerchiamo sempre di stare attenti, mettiamo in guardia i ragazzi, ma qualcosa può scappare. In genere la situazione si normalizza alla svelta e si risolve in un giorno-due. Ma a Vincenzo è successo troppo vicino alla partenza della tappa e quindi non c’erano alternative“.
