Tre grandi conferme, un’eccezionale rivelazione: la classifica generale finale della Vuelta di Spagna ci regala un Vincenzo Nibali ancora sul podio, per la seconda volta in stagione dopo il terzo posto al Giro d’Italia, e per la decima volta in carriera. Lo Squalo è stato l’unico a intimidire Chris Froome e certamente questo bellissimo duello animerà anche il prossimo Tour de France nel 2018. Poi c’è Fabio Aru, che oggi sull’Angliru ha finito malamente andando in crisi e perdendo 15 minuti: conclude al 13° posto nella classifica generale, dopo il 5° al Tour de France. 13° quest’anno alla Vuelta come 13° l’anno scorso al Tour: per Aru è stata comunque una stagione molto complicata e ha corso in una squadra con il rapporto logoro.
Terzo italiano Franco Pellizzotti, 24°. Al Giro d’Italia è arrivato 21°: è stato il più fedele e utile gregario per Nibali, tanto al Giro quanto alla Vuelta. Preziosissimo oggi sull’Angliru dove ha tagliato il traguardo al 5° posto, aiutando lo Squalo a superare un piccolo momento di difficoltà quando mancavano due chilometri al traguardo. Anche Pellizotti è una grande conferma: alla Vuelta era già arrivato 20° nel lontano 2001 e 37° nel 2007, mentre al Giro d’Italia ha partecipato 11 volte ed è arrivato sempre tra i primi 25.
Il quarto italiano è Gianni Moscon, 27°. Ha appena 23 anni, era alla Vuelta da gregario di Chris Froome, alla sua prima esperienza in una grande corsa a tappe. Non aveva mai partecipato ne’ al Giro ne’ al Tour ne’ alla Vuelta. Ha corso da vero fenomeno. Sapevamo quant’è forte, esplosivo, bravo a cronometro. Ma era un’incognita per le grandi corse a tappe per i dubbi sulla resistenza nelle salite lunghe e dure, e sulla terza settimana. Invece oggi sull’Angliru è arrivato 13°, nonostante il grande lavoro fatto a valle per Froome. Dopo il 2° posto nella tappa di Tomares, è il suo miglior risultato ed è arrivato nella tappa più dura, sulla salita più dura, nell’ultimo giorno di corsa. Se c’era qualche dubbio, quindi, adesso può essere completamente diradato. Segnatevi questo nome: Gianni Moscon. Ci farà emozionare nei prossimi dieci anni, non solo nelle classiche e nelle competizioni delle Nazionali. Sappiamo che un giorno potrà lottare per vincere la maglia Rosa a Milano, la maglia gialla a Parigi e la maglia rossa a Madrid. Questa Vuelta ci regala un fenomeno.

Quinto italiano in classifica generale, Giovanni Visconti del Team Bahrain Merida che ha concluso 46°, poi Alessandro De Marchi 66°, Valerio Agnoli 78°, Salvatore Puccio 80°, Matteo Trentin 85°, Davile Villella 97°, Eros Capecchi 103°, Antonio Nibali 104°, Damiano Caruso 109°, Manuele Boaro 115°, Sacha Modolo 133° e Federico Zurlo 150°.
E’ stata una Vuelta molto positiva per l’Italia, con 4 vittorie di tappa (una di Nibali, tre di Trentin). Davide Villella ha vinto la prestigiosa classifica generale dei gran premi della montagna maglia, conquistando così la maglia a pois di miglior scalatore e domani Trentin cercherà di strappare a Froome la maglia verde della classifica generale a punti, ma per farlo deve vincere la volata sul traguardo di Madrid. Molto bene, tra i giovani, anche Antonio Nibali: ha corso benissimo, dimostrando di avere doti importanti e smentendo chi crede che si trovi lì soltanto perché è il “fratello di”. Ha un futuro di grandi soddisfazioni in carriera.

