Tour de France, Dario Cataldo non ha dubbi: “ecco perchè Aru non è spacciato! Quando tutti lo attaccavano soffrivo due volte”

Dario Cataldo, la caduta e le possibilità di vittoria del suo capitano Fabio Aru

Dario Cataldo è stato costretto a dire addio al Tour de France perchè coinvolto in una caduta al rifornimento durante l’undicesima tappa. Un problema al polso ha messo ko il corridore dell’Astana che non può adesso aiutare il suo capitano Fabio Aru e che freme guardando la corsa francese dalla tv per non poter essere in sella alla sua bici a dare il suo supporto alla squadra: “il giorno della tappa corta, quando attaccavano Fabio da tutte le parti, ero lì che mi mordevo le mani. Sapevo quanto sarebbe stato importante per lui avermi lì. Soffrivo due volte: come suo compagno e come amico“, ha infatti dichiarato Cataldo in un’intervista al Corriere dello Sport.

LaPresse/Reuters

Una caduta stupida, ma classica. Ho visto una forte sbandata, una frenata, e quando sei dietro puoi farci poco. Mi sono visto arrivare addosso una quindicina di corridori, e la mia mano sinistra e era finita nella ruota anteriore di un altro. Per fortuna la dottoressa all’inizio si è sbagliata. Non ho neanche grosse lesioni, ma c’è ancora un’infiammazione diffusa, non posso sforzare con la mano“, ha poi aggiunto riguardo la sua caduta.

Quelli sono arrivi molto particolari, richiedono uno sforzo molto intenso e se sei allenato per le grandi salite lo puoi pagare. Ci vogliono caratteristiche particolari lì. Però non è detto che sia un male aver perso la maglia. Dispiace, ma Fabio deve sfruttare la situazione a suo vantaggio“, ha continuato riferendosi all’arrivo di Rodez, dove Aru ha perso la maglia gialla.

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Chris è favorito, ha già vinto tre Tour e ha l’esperienza e la squadra per vincere ancora. fa più paura solo per la crono finale, lì è nettamente superiore. Però non è solo un dualismo, sono in tanti ad essere molto vicini, Landa è una mina vagante, ma Fabio non è spacciato“, ha concluso.