Lappartient, il caso Froome e la paura di gesti folli: “temo che qualcuno possa rovinare il Tour”

David Lappartient e il caso Froome: il Presidente Uci fa chiarezza e lancia un appello ai tifosi

Inizia sabato, con una sfida tutta per velocisti, il Tour de France 2018, con una tappa di 201 km da Noirmoutier en l’Île a Fontenay le Comte. Occhi puntatissimi su Chris Froome, fresco vincitore del Giro d’Italia e assolto dall’Uci, proprio qualche giorno fa, dal caso doping che lo ha visto coinvolto negli ultimi mesi. Tante le critiche, come tanti sono stati i festeggiamenti dei tifosi che amano il britannico del Team Sky. Il presidente dell’Uci, alla vigilia della corsa a tappe francese, ha voluto dire la sua, nella speranza che il caso Froome venga dimenticato e accantonato durante la Grand Boucle: “veniamo da giorni complicati e cacofonici… Pensate che il quotidiano bretone Le Telegramme, molto diffuso in Francia, è uscito con due clamorosi titoli a tutta pagina. Lunedì ha scritto “Il Tour esclude Froome” e il giorno dopo ha titolato così: “L’Uci riammette Froome al Tour”… Questa è la sintesi che fa anche la gente. La verità è che pochi sanno come sono andate le cose. Molti ci chiedevano la testa di Froome a prescindere dai suoi diritti e dalle decisioni che noi abbiamo soltanto avallato“, ha esordito alla ‘rosea’.

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Il presidente Uci ha poi lanciato un appello ai tifosi: “questo è il punto che mi sta a cuore. Non sono mai stato tenero con lui e con la sua Sky, ma faccio appello al senso di responsabilità del meraviglioso mondo del tifo ciclistico. Temo che qualche esagitato possa rovinare la festa del Tour. Chris è stato assolto e merita il massimo del rispetto. Può non essere simpatico, ma deve poter fare al meglio il suo mestiere. Confido che la ragione abbia la meglio sugli istinti“.

Lappartient è entrato poi nel dettaglio del caso Froome, spiegando la decisione di assolverlo e soprattutto di non rendere pubblica la sentenza: “noi abbiamo notificato il verdetto della Wada. Il 28 giugno ci hanno scritto che il test del 7 settembre alla Vuelta non aveva violato il regolamento antidoping… L’Uci ha preso atto il 2 luglio, quindi molto rapidamente ha comunicato l’esito della vicenda. I fatti ci dicono che Froome ha potuto contare su molti, e molto buoni, avvocati. E ha potuto dimostrare che il regolamento è perfettibile. La Wada ha già fatto una riflessione su quella parte del regolamento. Ci sarà un prima e un dopo sentenza Froome. Si tratta di motivazioni scientifiche molto dettagliate che sono finite in una sentenza di 30 pagine. Ma non saremo noi dell’Uci a renderle pubbliche. Se ritiene, può farlo Sky“.

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Infine non poteva mancare una piccola parentesi sullo strano regolamento che fa si che un caso di doping importante come quello di Froome venga trascinato per mesi e mesi: “è frustrante anche per l’Uci. La gente, in particolare, non capisce come mai Chris abbia potuto correre, e ad esempio vincere il Giro d’Italia, mentre era in attesa di giudizio. Ho espressamente chiesto al presidente della Wada, Craig Reedie, che venga adottata la sospensione preventiva automatica anche per i casi di valori anomali di sostanze soggette a restrizione d’uso come il salbutamolo. Certo che i tempi d’inchiesta dovranno essere più rapidi. Ai tifosi del ciclismo dobbiamo dare certezze. Chi si presenta al via di una corsa deve poterla vincere e non può correre con un giudizio pendente. Non è giusto“.