Inizia sabato, con una sfida tutta per velocisti, il Tour de France 2018, con una tappa di 201 km da Noirmoutier en l’Île a Fontenay le Comte. Occhi puntatissimi su Chris Froome, fresco vincitore del Giro d’Italia e assolto dall’Uci, proprio qualche giorno fa, dal caso doping che lo ha visto coinvolto negli ultimi mesi. Tante le critiche, come tanti sono stati i festeggiamenti dei tifosi che amano il britannico del Team Sky. Il presidente dell’Uci, alla vigilia della corsa a tappe francese, ha voluto dire la sua, nella speranza che il caso Froome venga dimenticato e accantonato durante la Grand Boucle: “veniamo da giorni complicati e cacofonici… Pensate che il quotidiano bretone Le Telegramme, molto diffuso in Francia, è uscito con due clamorosi titoli a tutta pagina. Lunedì ha scritto “Il Tour esclude Froome” e il giorno dopo ha titolato così: “L’Uci riammette Froome al Tour”… Questa è la sintesi che fa anche la gente. La verità è che pochi sanno come sono andate le cose. Molti ci chiedevano la testa di Froome a prescindere dai suoi diritti e dalle decisioni che noi abbiamo soltanto avallato“, ha esordito alla ‘rosea’.

Il presidente Uci ha poi lanciato un appello ai tifosi: “questo è il punto che mi sta a cuore. Non sono mai stato tenero con lui e con la sua Sky, ma faccio appello al senso di responsabilità del meraviglioso mondo del tifo ciclistico. Temo che qualche esagitato possa rovinare la festa del Tour. Chris è stato assolto e merita il massimo del rispetto. Può non essere simpatico, ma deve poter fare al meglio il suo mestiere. Confido che la ragione abbia la meglio sugli istinti“.
Lappartient è entrato poi nel dettaglio del caso Froome, spiegando la decisione di assolverlo e soprattutto di non rendere pubblica la sentenza: “noi abbiamo notificato il verdetto della Wada. Il 28 giugno ci hanno scritto che il test del 7 settembre alla Vuelta non aveva violato il regolamento antidoping… L’Uci ha preso atto il 2 luglio, quindi molto rapidamente ha comunicato l’esito della vicenda. I fatti ci dicono che Froome ha potuto contare su molti, e molto buoni, avvocati. E ha potuto dimostrare che il regolamento è perfettibile. La Wada ha già fatto una riflessione su quella parte del regolamento. Ci sarà un prima e un dopo sentenza Froome. Si tratta di motivazioni scientifiche molto dettagliate che sono finite in una sentenza di 30 pagine. Ma non saremo noi dell’Uci a renderle pubbliche. Se ritiene, può farlo Sky“.

Infine non poteva mancare una piccola parentesi sullo strano regolamento che fa si che un caso di doping importante come quello di Froome venga trascinato per mesi e mesi: “è frustrante anche per l’Uci. La gente, in particolare, non capisce come mai Chris abbia potuto correre, e ad esempio vincere il Giro d’Italia, mentre era in attesa di giudizio. Ho espressamente chiesto al presidente della Wada, Craig Reedie, che venga adottata la sospensione preventiva automatica anche per i casi di valori anomali di sostanze soggette a restrizione d’uso come il salbutamolo. Certo che i tempi d’inchiesta dovranno essere più rapidi. Ai tifosi del ciclismo dobbiamo dare certezze. Chi si presenta al via di una corsa deve poterla vincere e non può correre con un giudizio pendente. Non è giusto“.
