“Non era mai facile capire con quale Rohan Dennis si stesse parlando. Come se in lui convivessero due persone diverse“. Una frase da brividi quella pronunciata da Brent Copeland, team manager della Jayco-AlUla, che in carriera ha lavorato con Rohan Dennis. Frase che oggi, dopo i recenti fatti di cronaca che vedono Dennis accusato di aver investito e ucciso volontariamente la moglie Melissa, assumono contorni decisamente drammatici.
Rohan Dennis e l’abbandono del Tour de France 2019
Nel 2019, Copeland era alla Bahrain-Merida con Dennis. In quell’anno, al Tour de France, il ciclista australiano fu protagonista di un episodio molto discusso. Durante la 12ª tappa, in fuga sui Pirenei, scese di colpo dalla bici e abbandonò la corsa senza proferire parola. Si dice fosse insoddisfatto di bici, ruote e body. L’indomani ci sarebbe stata una cronometro individuale, specialità della quale era Campione del Mondo.
“Aveva il suo psicologo – spiega Copeland a “La Gazzetta dello Sport” -. Abbiamo lavorato spesso con lui. Tante chiamate, tanto coinvolgimento per cercare di affrontare le situazioni nel modo migliore possibile. Ci siamo impegnati tantissimo“.
In riferimento al recente episodio di Cronaca, Copeland si è detto “molto scosso da quanto è successo. Ora ci sarà un Tribunale che stabilirà quello che è davvero accaduto. Dopo quel 2019 così difficile, non sono rimasto in contatto con Rohan. Ma durante la stagione, ero andato a trovarlo ad Andorra, dove viveva con la famiglia. Sono andato via convinto che le cose andassero meglio. Ma poco dopo ci fu il Giro dei Paesi Baschi e lui si ritirò senza nessun motivo e senza dire nulla“.

