Perchè la Tirreno-Adriatico viene chiamata “Corsa dei due Mari”? Storia e curiosità della gara che assegna il Tridente

E’ tutto pronto per l’edizione 2021 della Tirreno-Adriatico. Grandi nomi spiccano tra i partecipanti della 51ª edizione della “Corsa dei Due Mari”, che partirà da Lido di Camaiore e arriverà a San Benedetto del Tronto. La corsa fa parte dell’Uci World Tour 2021 ed comprende 7 tappe, che si svolgeranno dal 10 al 16 marzo.

La Tirreno-Adriatico è una mini corsa a tappe amatissima e apprezzatissima, ma quando è nata e chi l’ha fondanta?

Storia della Tirreno-Adriatico

La prima volta che fu corsa la Tirreno-Adriatico fu nel 1966 e la gara aveva il nome di “Tre Giorni del Sud”: ad organizzarla fu il Velo Club Forze Sportive Romane, guidato da Granvo Mealli. Nella prima edizione i corridori partirono da Roma e arrivarono a Pescara, dopo 3 tappe, per un totale di 603,5 km. Col passare degli anni gli organizzatori modificarono la corsa, a partire dal suo nome, che divenne Tirreno-Adriatico perchè il percorso inizia ogni anno in una località sul Mar Tirreno e termina invece in una città sul Mare Adriatico. Proprio per questo motivo la competizione ciclistica è anche chiamata “La corsa dei due mari”.

San Benedetto del Tronto è sempre stata sede d’arrivo, tranne che nella prima edizione, quando l’ultima tappa arrivò a Pescara. Nel corso degli anni fu cambiata anche la partenza, spostata dal sud al centro-nord.

A detenere il record di vittorie è Roger De Vlaeminck, che ha trionfato per ben 6 volte consecutive alla Corsa dei Due Mari, dal 1972 al 1977.

Il trofeo

Tirreno Adriatico
Foto di Claudio Peri/ Ansa

Il vincitore della Tirreno-Adriatico viene premiato con un trofeo davvero speciale: si tratta del tridente di Nettuno, dio del mare. E’ dall’edizione del 2010 che il vincitore riceve questo spettacolare trofeo, che non poteva essere più azzeccato per la “corsa dei due mari”. Prima di venire consegnato nelle mani del vincitore della competizione, il trofeo viaggia in una barca della Guardia Costiera italiana che lo porta in mezzo al mare per consegnarlo agli organizzatori della corsa.

Il percorso dell’edizione 2021

Quella del 2021 sarà la seconda edizione in tempi di Covid. Pochissimo pubblico, quindi, per le strade. Mascherine, distanziamento e tante altre misure da rispettare per ciclisti e staff, che vivranno come accade da un anno ormai in una bolla protetta. La corsa partirà da Lido di Camaiore per arrivare poi a San Benedetto del Tronto. Ti seguito le tappe dell’edizione 2021 nel dettaglio:

1ª tappa: Lido di Camaiore-Lido di Camaiore, 156 km

Percorso: tappa suddivisa in due parti entrambe in circuito. Nei primi 90 km circa si percorre 3 volte il circuito del Monte Pitoro (salita dal versante Stiava) di circa 24 km scendendo su Camaiore. Dopo il terzo passaggio si iniziano tre giri quasi completi di un grande circuito di circa 29 km tra Pietrasanta e Lido di Camaiore completamente pianeggiante con finale in volata al Lido di Camaiore.

Ultimi KM: gli ultimi chilometri sono perfettamente pianeggianti costituiti da lunghi rettilinei con solo due curve nel finale. Arrivo su asfalto larghezza 8 m.

2ª tappa: Camaiore-Chiusdino, 202 km

Percorso: tappa mossa e articolata specialmente nella seconda parte. Partenza da Camaiore e attraverso la pianura Pisana si raggiunge Volterra toccando Pisa, Ponsacco e Lajatico. Si entra poi nel Senese con una serie di saliscendi più o meno impegnativi tra Rosia, Casciano di Murlo e Monticiano (GPM a Poggio alla Croce). Superata la piana dell’abbazia di San Galgano si sale all’arrivo di Chiusdino.

Ultimi km: ultimi km prevalentemente in salita caratterizzati da numerose curve. Arrivo su asfalto, carreggiata di 7 m.

3ª tappa: Monticiano-Gualdo Tadino, 219 km

Percorso: tappa ondulata nella prima parte e sostanzialmente pianeggiante nella seconda. Dopo un breve circuito iniziale a Chiusdino si attraversa il ancora il Senese per Murlo e Asciano prima di giungere a Cortona e poi in Umbria attraverso l’unico GPM di giornata al Poggio della Croce. Ridiscesi su Gubbio si percorrono strade prevalentemente diritte e pianeggianti fino all’arrivo.

Ultimi km: ultimi chilometri per la prima parte ondulata e quindi prevalentemente a salite. All’ultimo chilometro si segnala una svolta piuttosto accentuata verso sinistra dove comincia il finale dapprima con ampie curve per finire in rettilineo. La retta finale è in leggera salita con pendenze attorno al 4%. Linea di arrivo su rettilineo in asfalto larga 8 m.

4ª tappa: Terni-Prati di Vito, 148 km

Percorso: tappa ondulata nella prima parte e sostanzialmente pianeggiante nella seconda. Dopo un breve circuito iniziale a Chiusdino si attraversa il ancora il Senese per Murlo e Asciano prima di giungere a Cortona e poi in Umbria attraverso l’unico GPM di giornata al Poggio della Croce. Ridiscesi su Gubbio si percorrono strade prevalentemente diritte e pianeggianti fino all’arrivo.

Ultimi km: ultimi chilometri per la prima parte ondulata e quindi prevalentemente a salite. All’ultimo chilometro si segnala una svolta piuttosto accentuata verso sinistra dove comincia il finale dapprima con ampie curve per finire in rettilineo. La retta finale è in leggera salita con pendenze attorno al 4%. Linea di arrivo su rettilineo in asfalto larga 8 m.

5ª tappa: Castellalto-Castelfidardo, 205 km

Percorso: tappa molto impegnativa nel finale con la consueta cavalcata della costa Adriatica nella prima parte. Partenza da Castellalto con sfilata cittadina interamente in discesa per raggiungere il fondovalle. Dopo il via si percorrono circa 100 km su strade ampie e rettilinee (prevalentemente lungo la costa) per raggiungere Castelfidardo dove, dopo un primo passaggio attraverso la Selva della Battaglia si entra nel circuito di 23 km circa da ripetere 4 volte. Il circuito è caratterizzato da un susseguirsi di muri e discese con un solo breve tratto pianeggiante circa a metà. Il primo muro (dove ogni passaggio è classificato GPM) presenta per lunghi tratti nel finale pendenze attorno al 18%.

Ultimi KM: ultimi chilometri con diversi saliscendi con pendenze a salire anche in doppia cifra dopo San Rocchetto. Ultimo chilometro articolato nell’abitato di Castelfidardo sempre in marcata salita fino alla retta di arrivo su asfalto

6ª tappa Castelraimondo-Lido di Fermo, 169 km

Percorso: tappa ondulata nella prima parte e in seguito quasi pianeggiante con un finale in circuito (1 giro grande e 4 piccoli) non particolarmente impegnativi altimetricamente. Giunti nel Fermano si passa sul traguardo per percorrere il giro lungo che sale fino a Fermo prima di ridiscendere ai Tre Archi e passare nuovamente sull’arrivo.

Ultimi KM: in seguito si percorrono quattro giri corti con la breve ascesa del primo chilometro della salita di Capodarco prima di dirigersi nuovamente su San Marco e quindi giungere all’arrivo. Rettilineo di arrivo in piano larghezza di 8.5 m, fondo asfaltato.

7ª tappa: San Benedetto del Tronto-San Benedetto del Tronto, 10,1 km

Percorso: cronometro individuale di 11.1 km con percorso nuovo rispetto agli ultimi anni. Partenza dallo Stadio delle Palme e passaggio sotto la ferrovia per portarsi sulle strade del percorso classico, ma con direzione opposta. Si scende verso Porto d’Ascoli per poi giungere in Piazza Salvo d’Acquisto e con un giro di boa risalire il lungomare verso nord. Da segnalare un breve cambio di carreggiata dopo il km 6 di corsa. Dopo il porto si risale ancora verso Grottammare per girare attorno al vecchio stadio e dirigersi a sud per raggiungere l’arrivo. Percorso prevalentemente su strade rettilinee, larghe e asfaltate.

Ultimi KM: ultimi 3 km su strade ampie e prevalentemente rettilinee con diverse svolte ad angolo retto. Ultima doppia curva a 300m dall’arrivo. Carreggiata di 8 m, fondo asfaltato.