Il mondo del ciclismo è ancora sotto shock per la morte di Gino Mader della Bahrain Victorius, caduto ieri in un burrone nella discesa che portava all’arrivo al Giro di Svizzera. Continuano ad arrivare tanti messaggi di cordoglio e non sono mancate le polemiche sull’organizzazione dei percorsi.
In particolar modo non è passato inosservato il messaggio sui social dell’ex ciclista Adriano Malori. “Oggi è morto un altro ciclista giovanissimo, Gino Mader della Bahrain Victorius, caduto ieri nella discesa che portava all’arrivo. I motivi? Sconosciuti e non serve a nulla cercarli!
Posso solo dire un mio parere. Gli organizzatori devono capire che, purtroppo il ciclismo è cambiato: i corridori hanno pressioni inimmaginabili, le biciclette sono dei missili super rigidi che non permettono errori, all’oggi ad un corridore pro’ basta accarezzare i pedali per fare in pianura i 35-40 km/h e gli bastano pochi metri di discesa per raggiungere 70-80 km/h.
Questo sport che è cambiato del 70% negli ultimi 20 anni quindi anche i percorsi devono adeguarsi. Dunque mi associo alle dichiarazioni di Evenpoel che ha dichiarato: “non è stata un’idea intelligente collocare il traguardo di una tappa così impegnativa al termine di una discesa. Ma ovviamente c’è sempre più bisogno di spettacolo…
Ps: i corridori sono saliti e scesi più volte da 2000m di altitudine a 400 500m, e l’ultima salita era l’Albula Pass a 2300m. Detto questo….ciao Gino”.

