Michele Scarponi, tra angoscia e ricordi: Martinelli, Aru e Vanotti rimpiangono l’amico perduto

Fabio Aru, Giuseppe Martinelli e Alessandro Vanotti ricordano con grande affetto e stima Michele Scarponi, ciclista morto tragicamente in un incidente stradale

La morte di Michele Scarponi ha distrutto tutti. Molti ciclisti sono rimasti scioccati dalla tragedia del grande campione vincitore del Giro d’Italia nel 2011. Al ciclismo mancherà non tanto le sue prestazioni in strada ma la sua grande ironia e professionalità. L’intero roster dell’Astana è sconvolto.

fabio aru e michele scarponiFabio Aru capitano della squadra kazaka non si capacita della del suo compagno, amico, mentore e guida sportiva: Michele è stato un grande compagno di squadra, un amico e un grande esempio per tutti. Con lui il gruppo si faceva in un attimo perché era lui stesso a crearlo dal niente, in qualsiasi situazione. Oltre a essere una delle persone più solari ed entusiaste che io abbia mai incontrato, Michele era anche un grandissimo professionista, da cui ho imparato tanto e un campione che si adattava a ricoprire qualsiasi ruolo e lo faceva egregiamente – ha dichiarato il ciclista dell’Astana come riportato da La Gazzetta dello Sport -. Questa mattina, quando ho appreso la notizia, non volevo crederci. Poi lo stupore ha lasciato spazio alla tristezza infinita. Tutt’ora faccio fatica a realizzare quanto sia accaduto e il mio pensiero va prima di tutto alla sua famiglia, a sua moglie Anna e ai suoi due figli… Non esistono parole per descrivere il dolore che sto provando, è tutto troppo assurdo e difficile da accettare”. 

Giuseppe Martinelli, direttore sportivo dell’Astana è distrutto. Tra Michele Scarponi e il DS c’era un rapporto che andava oltre lo sport. Era una persona meticolosa, precisa nel suo lavoro, e un grande professionista. Un esempio. Era un uomo e quando uno è un uomo è un uomo. Con lui ho avuto un grande feeling da subito. Io mi confidavo con lui e lui lo faceva con me – ha dichiarato Martinelli -. Ti diceva le cose scherzando, poi se non capivi diventava serio e le cose dovevano andare come diceva lui. Venerdì sera ci siamo scambiati messaggi fino alle 9. Domani (oggi, ndr) sarebbe dovuto partire per andare a rifinire la preparazione sull’Etna”.

LaPresse/Fabio Ferrari
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Il DS dell’Astana rivela alcuni retroscena sul Giro d’Italia 2016 vinto da Vincenzo Nibali:tutti hanno visto che un pezzo della vittoria di Nibali è merito di Michele. Ma quello che lui ha fatto fuori della corsa ha valore doppio. Era compagno di camera di Vincenzo e per questo ha sofferto le pene dell’inferno perché Nibali ha i suoi ritmi, diciamo lenti. Michele era più ligio agli orari. L’ha convinto a restare al Giro dopo i giorni di crisi? Michele è stato fondamentale in quella vittoria. Ora non so da che parte ricominciare. Ho ancora il suo ultimo messaggio vocale nel telefonino, non riesco a riascoltarlo e neppure cancellarlo. E’ una perdita incredibile, ma sicuramente più che il corridore al ciclismo mancherà l’uomo”.

LaPresse/Fabio Ferrari
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Alessandro Vanotti fino all’anno scorso faceva parte dell’Astana. Tra di loro c’era affetto e soprattutto grande stima. “Eravamo molto legati e ci sentivamo quasi tutti i giorni — dice il bergamasco —. Nel 2014 ho anche passato Natale a casa sua, coi suoi genitori. Dovevo fermarmi tre giorni, mi ha ospitato per oltre una settimana – ha dichiarato Alessandro Vanotti -. Ho chiara una sua immagine: un giorno prima di rientrare a Filottrano s’è fermato, è sceso di bici, ha aperto le braccia e ha detto: “Capisci perché non abbandonerò mai questa terra?”. Era un’immagine bellissima. Ci siamo sentiti anche dopo la sua vittoria, mi ha detto: “Vano, ogni tanto capita anche a me”. Pazzesco”.