Greg LeMond analizza il Tour de France: “Aru va a podio, Froome favorito ma occhio a Landa”

Greg LeMond, vincitore del Tour de France del 1989, analizza le prestazioni di Aru, Froome. L'ex ciclista vede favorito anche Landa per la maglia gialla

LaPresse/Reuters

Greg LeMond ha vinto il Tour de France del 1989. In quell’anno la Grande Boucle è partita il 1 luglio ed è terminata il 23 (come in questa edizione). L’americano ha superato il francese Laurent Fignon per soli 8 secondi in classifica generale dopo una corsa pazzesca e ricca di grandi sfide. Oggi stiamo vedendo la stessa situazione del 1989 con Froome e Aru distaccati di pochi secondi. In questa settimana ci saranno 3 grandi tappe (2 in montagna e la cronometro di Marsiglia) e sia il ciclista dell’Astana che del Team Sky si daranno battaglia.

Greg LeMond vede però favorito per la maglia gialla il ciclista del Team Sky e ha svelato: “Froome è ancora il favorito. Però sui Pirenei non è stato il miglior Froome in salita – ha dichiarato il vincitore del Tour de France del 1989 come riportato da La Gazzetta dello Sport –. Se non sale di livello, i suoi rivali hanno delle possibilità di detronizzarlo. Se invece andrà forte come negli anni passati, è più dura”.

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Greg LeMond ha poi analizzato i le prestazioni di Chris Froome e di Fabio Aru in queste tappe del Tour de FranceSky è la squadra più forte e Chris può contare sulla cronometro. Ma riceverà molti attacchi, perché in tanti possono sperare. Le altre volte affrontava le ultime salite in grande vantaggio e molti erano scoraggiati in partenza. È una situazione nuova – ha proseguito -. Fabio mi piace. È dinamico, aggressivo, ama attaccare. Peccato che abbia la squadra meno forte. L’occasione per lui è l’arrivo in salita sull’Izoard. È lì che può fare la differenza, poi ho sentito che lo conosce bene perché si allena spesso lì. Froome favorito, ma non troppo. Aru può salire sul podio: ha una bella occasione, peccato per quei secondi che ha perso a Rodez ma è pienamente in corsa. E occhio a Landa”.

L’ex ciclista e opinionista di Eurosport ha poi analizzato le tappe alpine: “dipenderà più dai corridori che dal percorso. Nel senso che affronteranno salite dure ma non durissime. Domani (oggi, ndr) la Croix de Fer è difficile, ma è lontana dal traguardo – ha concluso -. Il Telegraphe è medio, il Galibier non ha pendenze impossibili. E l’Izoard… c’è la novità che è il finale di tappa, ma ci sono ascese più difficili. Quando lo facevo io, saliva compatto un gruppo di 20 corridori”.