La seconda tappa del Giro d’Italia under 23 è stata vinta da Aleksandr Riabushenko, ciclista della Palazzago, ma in maglia rosa c’è sempre Powless della Axeon Hagens Berman. Il bielorusso però può attaccare la maglia rosa oggi nella terza tappa della corsa a tappe italiana che partirà da Bagnara di Romagna per terminare a Forlì.
LaPresse\JIMMY BOLCINA
Questo Giro d’Italia under 23 è una vetrina importantissima per i giovani ciclisti che possono esser tesserati nelle squadre Pro. In questa corsa conta molto il talento e la voglia di esordire nei professionisti. Le squadre Continental hanno l’obiettivo di allenare i ciclisti per le grandi fatiche e raffinarli per essere pronti al salto. Tra queste squadre c’è la Axeon Hagens Berman. La squadra diretta da Axel Merckx lavora costantemente per affinare i giovani corridori per il futuro.
La vita di Axel Merckx è molto tranquilla, anche se ha un cognome molto illustre (è il figlio di Eddy, plurivincitore del ciclismo degli anni 70): “ho una famiglia meravigliosa. Due ragazze, di 16 e 12 anni, brave a scuola e nello sport. Andrei avanti per altri 20 anni a fare quello che faccio. Sarò per sempre il figlio di Eddy Merckx, e per me va bene – ha dichiarato Axel come riportato da La Gazzetta dello Sport -. La mia più grande speranza è lasciare qualcosa al ciclismo. L’eredità di mio papà è grandissima, la mia sarà un po’ più piccola, ma ci sarà”. Axel si è ritirato nel 2007 e ha corso 14 stagioni da professionista. Merckx ha vinto 10 corse, tra cui la tappa di Prato al Giro del 2000 con la Mapei.

Ad Imola la Axeon Hagens Berman ha vinto la prima tappa del Giro d’Italia under 23 con Powless. Axel Merckx racconta le sue sensazioni: “normalmente sarebbe stata una giornata fantastica, ma abbiamo perso Dunbar, trauma cranico, e Owen, che si è rotto un polso. Vederli in ospedale è dura – ha continuato -. Io sono come uno zio per loro: se hanno bisogno, la porta è aperta. Siamo una famiglia che si ritrova in un momento difficile dopo la tragedia di Chad Young. Stiamo cercando di uscirne restando uniti, parlandone tra di noi, come una terapia di gruppo”.
Il progetto della Axeon Hagens Berman parte da molto lontano. Nel 2009 la squadra si chiamava Trek-Livestrong e all’interno nell’organigramma c’era Lance Armstrong. Ma dopo lo scandalo che ha colpito l’americano la squadra è diventata tutta di Axel Merckx: “ho continuato con un programma che ritengo molto valido per il ciclismo americano – ha proseguito -. Ho corso con Lance a inizio carriera, ora ci sentiamo poco ma lui è sempre entusiasta della squadra. Adesso viene visto come il male, ma questo team dimostra che ha fatto anche del bene per il ciclismo”. Il proprietario della Axeon Hagens Berman ha lanciato molti talenti che nel panorama del ciclismo sono diventati grandi come Phinney, Dowsett, Dombrowski, Stuyven. Axel ha spiegato il progetto della squadra: “si guardano i risultati, si parla con i corridori per sapere se conoscono altri giovani, anche di sport diversi. Quello che mi interessa è la mentalità. Al primo incontro dico: “Sei un talento, ma dovrai aiutare anche gli altri. Se vuoi fare tutto da solo, questo posto non fa per te” – ha concluso -. I watt mi interessano poco: sono la base, ma non bastano per emergere. Abbiamo una delle squadre più forti, penso che i miei corridori saranno il futuro del ciclismo”.
