Giro d’Italia – Saronni e l’amore per Gaviria: “la corsa rosa potrebbe essere un punto di svolta nella sua carriera”

Beppe Saronni esalta le qualità di Fernando Gaviria dopo la sua terza vittoria in volata al Giro d'Italia numero 100

Oggi la tredicesima tappa del Giro d’Italia numero 100. Tantissime e fortissime le emozioni che i corridori stanno regalando ogni giorno, dalle tappe più dure e difficili in salita, a quelle più semplici con appassionanti arrivi in volata.

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Ieri, a Reggio Emilia, ha trionfato per la terza volta, uno straordinario Fernando Gaviria, maglia ciclamino, che riceve elogi e complimenti ogni giorno da tutto il mondo del ciclismo: “Mi piace davvero molto. È il prototipo del velocista moderno. Sta nobilitando questo Giro d’Italia“, ha dichiarato Beppe Saronni in un’intervista a La Gazzetta dello Sport che ha ammesso di aspettarsi questi ottimi risultati del colombiano: “alla vigilia era il corridore veloce atteso ad emergere. Più di Greipel, già abituato a vincere su questo palcoscenico. Nella Quick Step del mio amico Davide Bramati, doveva fare un po’ le veci di Marcel Kittel. Da quanto avevo sentito e letto, il suo avvicinamento non era stato lineare, doveva avere avuto qualche problemino e infatti non era andato a segno alla prima occasione. Ma adesso ha preso le misure, è al massimo e si vede“.

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Mi piace molto perchè è veloce, ma non soltanto veloce. Riesce a difendersi bene su determinati tipi di strappi. I velocisti moderni sono così, devono essere così. E a me piacciono, a differenza di quelli puri che non tengono sui cavalcavia e peraltro sono sempre di meno“, ha aggiunto il  manager della Uae-Emirates.

Il colombiano è un velocista come lo ero io perché predilige gli sprint di potenza, di fondo, duri. Non la volata nuda e cruda. Io però, senza offesa per Gaviria che è destinato a vincere tanto e magari più di me, non facevo solamente gli sprint. Mi interessava la classifica a punti e ne ho vinte diverse, ma poi facevo a tutta le cronometro, e pure le salite pensando alla classifica generale“, ha continuato Saronni azzardando un paragone con se stesso.

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Sta nobilitando il Giro con queste vittorie, ma lo onorerebbe davvero fino in fondo solo riuscendo a portarlo a termine, magari salendo sul podio finale con la maglia dei punti. Non voglio essere polemico, ma se uno come Kittel dà il meglio nella prima settimana, vince due o tre volate ma poi si ritira perché vira su altri obiettivi… è solamente un esempio, i successi non glieli toglie nessuno, ma c’è differenza con chi invece arriva in fondo. Se Gaviria ci riesce, ne sapremo un po’ di più anche su dove potrà arrivare in futuro. Questo Giro potrebbe essere ricordato come un punto di svolta nella sua carriera. A neppure 23 anni, non gli possiamo chiedere di più. I suoi limiti sono da scoprire. La Milano-Sanremo ha già rischiato di vincerla e senza dubbio è alla sua portata, alla Parigi-Tours dello scorso anno ha fatto un vero numero attaccando nel finale e resistendo al ritorno del gruppo. Ma io credo che in prospettiva sia adatto per le classiche del Nord“, ha concluso.