Giro d’Italia – Prima la rissa e poi l’amicizia, Visconti svela: “vi racconto quando picchiai Nibali…”

Oggi compagni di squadra, prima acerrimi rivali: Giovanni Visconti racconta un clamoroso retroscena sul suo rapporto con Vincenzo Nibali

Giorno di riposo concluso, oggi è tempo di tornare in sella per la quarta tappa del Giro d’Italia. Dopo l’ouverture in Sardegna, si riparte oggi dalla Sicilia dove si comincia a fare sul serio con il tappone sull’Etna, primo crocevia di un Giro che ha già regalato sorprese e colpi di scena.

LaPresse/ Massimo Paolone
LaPresse/ Massimo Paolone

Vincenzo Nibali fiuta il momento propizio e prova a dare il primo strappo alla classifica, provando a regalare il primo ruggito proprio nella terra che lo ha visto crescere. A scortarlo in questa impresa ci penserà Giovanni Visconti, anche lui profondo conoscitore di queste strade essendo nativo di Palermo: “con Vincenzo ci conosciamo da tre lustri abbondanti – commenta Visconti alla Gazzetta dello Sport – a quei tempi in Sicilia andavamo per la maggiore io e mio cugino Agostino, vincevamo molto. Ma si cominciava a parlare bene di questo Nibali da lì poi cominciai a capire chi fosse“. Un’amicizia nata in un secondo momento, non prima che Giovanni e Vincenzo arrivassero alle mani, quando al Gran Premio degli Sportivi di Poggio alla Cavalla per dilettanti Visconti colpì Nibali: “io dissi che lui aveva frenato apposta per farmi cadere. Non riuscii a sprintare per colpa sua e vinse un altro. Ci portarono nella sala dei giudici per fare pace, altrimenti ci avrebbero squalificati. Se era volato qualche colpo? Sì, sì. Soprattutto io a lui! Ci stringemmo la mano, ma senza guardarci in faccia. Ora è diverso. Magari non ho avuto il massimo della fortuna ma sono contento della carriera che ho fatto, posso ancora dare tanto. Enzo è un fuoriclasse ed è un capitano che sa gratificare i compagni, non mi è capitato molte volte. Nessuno dei due ha dimenticato le proprie origini“.

giovanni visconti giro d'italia 2017 trabia (1)Per quanto riguarda la tappa di oggi, Visconti è pronto alla battaglia nonostante una condizione fisica non proprio ottimale: “esco da un raffreddore forte, tanto catarro. Il naso si è liberato, ho il petto ancora un po’ chiuso. Dovere scortare Enzo verso l’Etna e poi più avanti mi gratifica, mi fa sentire importante. Ho sempre creduto che prima o poi saremmo finiti a correre a insieme“.