Nulla di fatto per Vincenzo Nibali sulla prima salita di questo Giro d’Italia che comincia finalmente a regalare sorprese e colpi di scena. A trionfare sull’Etna è Jan Polanc, riuscito a staccare tutti dopo pochi chilometri per arrivare in solitaria al traguardo.

Pari e patta, invece, tra Nibali e Quintana, nonostante lo ‘Squalo’ abbia provato l’affondo a tre km dalla conclusione della tappa: “è stato un test incoraggiante – commenta Nibali ai microfoni della Gazzetta dello Sport – sto bene, altrimenti quell’affondo non l’avrei neppure provato. Negli ultimi tempi ognuno di noi che aspiriamo alla classifica ha scelto avvicinamenti diversi e non ci confrontavamo da un po’. Come squadra, non abbiamo voluto prendere da subito la situazione in mano, pensavamo che altri team si muovessero in modo diverso. Ho allungato ai meno 3 chilometri, gli altri hanno chiuso. Poi ci ha provato Dumoulin. Quando si è mosso Zakarin ci siamo un po’ guardati. Ma era solo il primo arrivo in salita, difficile da gestire dopo un giorno di riposo. La tappa è stata lunga ma non è venuta durissima. La salita precedente era molto lunga ma non così dura e in tanti sono arrivati abbastanza freschi nel finale. Ma le salite si faranno sentire più avanti. Oltre a Quintana, bisogna stare attenti a Dumoulin, Pinot… Nairo era per lo più sulla difensiva, della Movistar si è mosso Amador. Lui è stato abbastanza coperto. Vincere il Giro? Sapete che sono scaramantico al massimo. Non diciamo niente se non che io e i miei compagni daremo tutto. Poi vedremo se il risultato finale sarà primo, secondo, terzo… o anche ultimo”.

La prossima salita impegnativa sarà il Blockaus, Nibali però ha un asso nella manica: “non conosco l’ascesa, volevo provarla ma quando ero andato in cima c’era una pista da sci. Però mio fratello ha la fidanzata di Roccamorice, di quella zona, è andato a testarla e me l’ha spiegata bene. E’ più dura dell’Etna senza dubbio“.
