Giro d’Italia, Gaviria tra sorprese e dediche: “corro sempre per la mia famiglia. Quintana? Ecco cosa penso”

A tutto Fernando Gaviria: dall'amore per la sua famiglia alle grandi sorprese del Giro d'Italia numero 100

Tutti pazzi per Fernando Gaviria al Giro d’Italia numero 100. Il colombiano della Quick Step Floors ha fatto innamorare tutti gli appassionati del ciclismo per le sue incredibili qualità in sella alla bici ma anche per la sua persona: sempre disponibile, sereno e con i piedi per terra.

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Tre i trionfi di tappa di Gaviria in questa edizione speciale della corsa rosa, ieri l’ultimo (per il momento), a Reggio Emilia. Dei risultati che nemmeno il colombiano stesso si aspettava: “no. Potevo sognare una tappa magari con un po’ di fortuna. Perché è il primo Giro. Avevo il sogno di fare bene, ma è qualcosa di completamente nuovo. Tre vittorie sono una cosa stupenda“, ha dichiarato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport .

Gaviria ha poi ammesso di non sentirsi il migliore tra i velocisti, che individua in Cavendish: “meglio di me poi ci sono Greipel, Sagan, Bouhanni…“.

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Mi sento bene, pensavo fosse molto più duro. Però prendo le tappe di montagne con calma, con l’intenzione di recuperare un poco perché sappiamo che nelle tappe piane devo essere a tutta per cercare di vincere. Per aiutare Jungels dovrei superare il Mortirolo, non credo di essere in grado. Dal km 0 penserò a fare gruppetto” ha aggiunto il colombiano che non è a caccia di notorietà: “non voglio avere fama“.

Impossibile poi non parlare del suo connazionale della Movistar, Nairo Quintana: “lui è una persona, io un’altra completamente differente. Lui è un eccellente ciclista, un grande scalatore. Viene da un’altra regione, quindi non ci troviamo mai in allenamento e molto difficilmente i nostri programmi coincidono. Per questo non ho una buona relazione con lui. Non è mai stato un mio punto di riferimento“.

LaPresse/ Massimo Paolone

Infine una dedica speciale alla sua famiglia: “che siano qui o a casa io sempre corro per la mia famiglia. Loro hanno fatto sacrifici enormi per farmi diventare corridore. Mio padre muore per il ciclismo, pensa alla bici 24 ore al giorno. Il fatto di essere qua è un regalo che gli ho fatto”.