L’ultima frazione del Giro del Delfinato è stata molto elettrizzante grazie ai big che si sono dati battaglia lungo tutto il percorso. La vittoria di tappa è andata a Jakob Fuglsang dell’Astana che vince anche la maglia gialla. Una bella impresa quella del danese che non aveva mai vinto con la squadra kazaka. Il corridore della’Astana ha vinto 2 tappa e classifica generale al Giro del Delfinato, nell’anno della morte di Michele Scarponi.

Dopo il secondo posto ottenuto alle olimpiadi di Rio, Jakob Fuglsang ha finalmente centrato una vittoria di prestigio e si apre uno scenario importante per il Tour de France. “Il podio olimpico è di una importanza straordinaria, anche se non vinci. Ma questo è il momento più significativo della carriera – ha dichiarato Fuglsang come riportato da La Gazzetta dello Sport -. Non abbiate dubbi, il ciclismo è cambiato ed è proprio questa una delle ragioni per cui sono riuscito in questo risultato. Sono per un ciclismo pulito, io sono onesto e non voglio rischiare. La strada è buona ma la lotta al doping non si deve fermare”.

La dedica della vittoria del danese al Giro del Delfinato è da brividi: “per il mio indimenticabile compagno e amico Michele Scarponi. E per mia moglie, che è in Lussemburgo perché è incinta. Spero che partorisca prima dell’inizio del Tour“, ha continuato.
Chi ha davvero fatto una gran Giro del Delfinato è stato Fabio Aru. Grazie al suo aiuto, Fuglsang è riuscito a vincere la 6ª tappa della mini corsa francese. Il danese dell’Atana ringrazia con affetto il Cavaliere dei Quattro Mori: “è stato fondamentale per il mio successo”, ha concluso.
