La stagione di Gaia Ravaioli è stata superlativa grazie alle bellissime vittorie ottenute nel Cross Country Olimpico. La ciclista ha conquistato il Campionato del Mondo 24H Wembo e l’Endurance 24h grazie alla sua straordinaria abilità e alla sua tenacia. Gaia Ravaioli ai microfoni di SportFair ha parlato dei suoi allenamenti in XCO, della sua passione per questa categoria e dei suoi progetti futuri.
Quali sono gli allenamenti da fare per una corsa di XCO?
“Il Cross Country Olimpico è sicuramente tra le discipline più complete della MTB: richiede una grande preparazione fisica ma anche tecnica; i percorsi, infatti, sono ricchi di difficoltà che solo buone abilità di guida possono permetterti di affrontare. Una gara di XCO prevede sessioni di allenamento in palestra, sia per aumentare la forza resistenza e potenziare la muscolatura di tutto il corpo, che allenamenti priocettivi per migliorare la stabilità, l’equilibrio e la coordinazione. A seconda del periodo della stagione si andranno ad inserire lavori in MTB specifici per le gare, come per esempio degli interval traning, ovvero una serie di ripetute, atte a simulare i tanti cambi di ritmo presenti in gara. Come anticipato prima, oltre a curare la preparazione è assolutamente necessario concentrarsi sull’aspetto tecnico: test e scelta di materiali, ma anche allenamenti esclusivamente volti a migliorare la guida (pump track-bike park ecc)”.
Ci spieghi quali sono le caratteristiche di questa tipologia di corsa?
“Il Cross Country Olimpico si svolge su un anello di circa 4/5 km, da ripetersi più volte. Il percorso si snoda in single track dalle salite brevi ma intense e discese più o meno tecniche in base alla categoria della gara. La gara dura circa 90’, a ritmi forsennati, la frequenza cardiaca infatti oscilla tra soglia e fuori soglia. La partenza riveste un ruolo fondamentale per la vittoria, come allo stesso tempo il reagire bene ai vari cambi di ritmo, sia quelli imposti dal percorso che quelli imposti dagli avversari. Le condizioni meteorologiche possono davvero cambiare le carte in tavola, trasformando, per esempio, un circuito considerato facile, in condizioni di asciutto, in una vera e propria trappola se bagnato. In questo caso entrano in gioco le capacita’ del corridore e del team nella corretta scelta dei materiali e chiaramente le abilità del biker che deve saper guidare al meglio qualunque siano la condizioni del terreno”.
Come ti sei appassionata a questo sport?
“Ho cominciato ad andare in bici nel 2012, per puro divertimento, con due bici di ferro, zaini pieni di camere d’aria rattoppate ed un abbigliamento decisamente improvvisato. Quanta fatica, quante cadute, ma sono ricordi bellissimi. Avevo un backgroud agonistico nell’atletica leggera ma da alcuni anni avevo completamente abbandonato lo sport; quando ho partecipato alla prima gara MTB si è riacceso qualcosa in me, ho capito che non ne avrei più potuto fare a meno e mi ci sono gettata capo e collo”.
Molti ciclisti passano dalla MTB al ciclismo World Tour. Quali sono le differenze sostanziali?
“Sono molti i ciclisti che passano dalla MTB al ciclismo World Tour, ma sono molti anche coloro che fanno il percorso inverso. Penso si tratti di una ricerca di nuovi stimoli, che sono ambienti, modi di correre, metodi di preparazione molto diversi possano dare”.
Quali sono state le emozioni provate dopo la vittoria dell’Endurance 24h?
“Difficile descrivere l’emozione di quel momento; è stata talmente grande da dover impiegare qualche settimana per “digerirla”. Ad oggi posso dire di aver tracciato, finalmente, una X su un desiderio espresso qualche anno fa. Sapevo di presentarmi con le carte in regola per fare bene: un team di supporto eccezionale, materiale tecnico dedicato e la giusta condizione fisica, ma mai mi sarei aspettata una vittoria. La poca esperienza in campo endurance e l’età non mi vedevano di certo tra le favorite, ma quel giorno avevo la giusta ispirazione per continuare a stringere i denti”.
Quali sono i tuoi obiettivi per il 2018?
“Il prossimo anno ho deciso di concentrarmi maggiormente sul Cross Country, iniziando la stagione con gli Internazionali d’Italia poi qualche tappa europea della Coppa del Mondo XCO ed ovviamente il Campionato Italiano XCO”.












