Il ciclismo italiano è in lutto. Non è morto nessuno, ma la terribile notizia dell’assenza di Fabio Aru al Giro d’Italia ha davvero scosso il mondo a due ruote. Il ciclista dell’Astana aveva intenzione di riscattare le deludenti prestazioni dello scorso anno. Ma la prima parte della stagione 2017 è stata davvero sfortunata. Il ciclista e capitano dell’Astana non è riuscito ad essere al 100% in nessuna gara. Il Cavaliere dei Quattro Mori si è ritirato dalla Tirreno-Adriatico a causa problemi di salute e a Sierra Nevada è caduto in allenamento procurandosi una bruttissima botta al ginocchio sinistro.
Poco dopo la caduta Fabio Aru aveva il timore di saltare il Giro d’Italia: “questa proprio non ci voleva“. Un segnale molto tetro che purtroppo si è trasformato in una orrenda realtà. Il direttore sportivo dell’Astana, Martinelli, aveva già capito che le condizioni di Fabio Aru erano molto serie: “quando le cose vanno male, poi possono andare anche peggio”. Una frase che aveva gettato i tifosi del ciclismo italiano in un incubo, e quelle sensazioni di panico sono state tramutate in realtà. Vorremmo svegliarci e sperare che questo sia solo un bruttissimo sogno, ma purtroppo non è così.
Fabio Aru è una gemma nel ciclismo: la sua tenacia, la sua abilità, il suo sorriso hanno conquistato tutti. Fabio è un combattente e consociamo bene le sue grandi doti. Attendavamo con ansia l’inizio del Giro d’Italia per vedere la grande sfida con Vincenzo Nibali suo ex compagno di squadra all’Astana e grande amico. Una sfida che il fato non ha voluto mettendo il maldestro zampino. Ora Aru sarà costretto a stare fermo 10 giorni saltando tutta la preparazione in vista della grande corsa a tappe e salvo miracoli dell’ultimo momento guarderà il Giro da spettatore.

Il ciclismo italiano spera nel miracolo sportivo, ha voglia di vedere Fabio al Giro e di vedere le sue pedalate. Se non sarà così, il Cavaliere dei Quattro Mori farà di tutto nel partecipare al Tour de France cercando di riscattare l’edizione precedente. Il destino ha fatto un dispetto a Fabio, ma non deve mollare. E magari trasformarlo in un’occasione, con vista proprio sul Tour.
Intanto una cosa ècerta: il mondo a due ruote italiano combatterà al suo fianco e tutti noi lo sosterremo in questa grande sfida.
Fabio non mollare, il grande ciclismo ti aspetta.















