Fabio Aru, l’intolleranza al glutine e il no a Tour e Tricolore: “ecco da dove riparto”

Fabio Aru e il dopo Giro d'Italia: i problemi fisici e le rinunce al Tour de France e ai Campionati italiani di ciclismo

Un Giro d’Italia che ha lasciato l’amaro in bocca a Fabio Aru e tutti i suoi fan. Dopo il forfait a cui è stato costretto lo scorso anno, all’edizione del Centenario, il sardo è voluto tornare alla grande corsa a tappe, quest’anno, per far bene. Il Cavaliere dei Quattro Mori non è però riuscito ad ottenere i risultati sperati, dovendo abbandonare la corsa con qualche tappa dal termine: “nell’ultima parte mi sono sentito completamente vuoto, gonfio, senza forze. Gonfio a livello di ritenzione idrica. Non sono mai stato bene. Le sensazioni non erano quelle dei giorni migliori nemmeno sull’Etna: in questi anni, la mia caratteristica è stata di non mollare mai, si fa fatica, sì, ma speri che sia passeggera. E invece sono stato sempre peggio, e per me il Giro è diventato un calvario. Quando il fisico non funziona bene, puoi metterci tutta la testa che hai, ma non vai avanti. La testa, solo la testa mi ha portato alla 19a tappa, perché le condizioni in cui ero mi avrebbero fatto fermare prima. Avevo un’ora di autonomia“, ha spiegato Aru alla “rosea”.

Fabio Aru
AFP PHOTO / Luk Benies

Adesso, Fabio Aru pensa al futuro, delineato col suo team. Nella testa del sardo c’era l’ipotesi di partecipare al Tour de France, per andare immediatamente a caccia del riscatto dopo la delusione del Giro. Il team UAE Emirates e il Cavaliere dei Quattro Mori hanno però preso una decisione importante: “non so quante volte mi sono visto con Saronni. Abbiamo analizzato tutto, e bene. Ne sono uscito rinforzato perché ho trovato un gruppo che ha creduto e crede ancor più in me. E non era scontato. Questo mi ha dato tantissima forza per ripartire. E poi ci sono i tifosi, che non mi hanno mai abbandonato. Lo sa quante lettere e quanti messaggi sono arrivati qui in sede, soprattutto da francesi che mi volevano rivedere al Tour? La partecipazione al Tour stata un’ipotesi molto seria, che abbiamo preso in considerazione. Avevo una grandissima voglia di riscattarmi subito per chiudere questa parentesi non bella. Non poteva essere quella sofferente del Giro la mia immagine per i tifosi. Volevo andare al Tour (scatta il 7 luglio, ndr), avevo voglia di riprendermi e riscattarmi, ma è stata presa una decisione saggia. Sono uscito dal Giro in condizioni fisiche disastrose: meglio riposare, resettare tutto e ripartire per il finale. Il 2018 non è finito: Vuelta, Mondiale, classiche italiane, Lombardia. Posso dimostrare ancora chi sono“.

Fabio Aru
Massimo Paolone/LaPresse

Niente campionati italiani quindi per Aru, che non difenderà il titolo tricolore conquistato lo scorso anno: “riparto dal Giro di Vallonia in Belgio, dal 28 luglio al primo agosto. Una gara utile, con strappi e salitelle. Poi il Giro di Polonia, prima della Vuelta. Mi dispiace non correre il Tricolore sabato a Darfo: con questa maglia ho vissuto un anno di emozioni, ma l’Italiano è una gara speciale, e va onorato“, ha spiegato Aru.

fabio aru
Gian Mattia D’Alberto/LaPresse

Dopo il Giro d’Italia è emerso che il corridore della UAE ha avuto problemi di salute legati ad un’intolleranza al glutine. Aru ha spiegato nel dettaglio di cosa si tratta e come cambiato quindi il suo stile di vita: “quando sono tornato a casa, ho fatto uno screening medico completo e trovato un’intolleranza al glutine e alla caseina, presente nei latticini e non solo. Già tre anni fa avevo scoperto questa sofferenza per il glutine, ma non ero andato a fondo, o forse tutti gli anni non sono uguali. Non è celiachia, ma quando non stai bene, quando il fisico è sotto sforzo e c’è anche molta tensione, non assorbo bene pasta e carboidrati. Il glutine c’è anche nei gel o nelle maltodestrine, per esempio. Ogni quindici giorni rifaccio gli esami. Ho limitato le quantità di pasta e carboidrati, ho eliminato i latticini, e da quanto sto sperimentando in questi giorni mi sento più leggero, più fluido in bici. Ma non è stata solo questa la causa della mia prestazione. In tutta la primavera non mi sono mai sentito bene, ho sempre inseguito la condizione, e questo mi ha portato a strafare. Se non stai bene fisicamente, pensi che ti manchi qualcosa, e che se fai 6 ore di bici invece che 4 sia meglio. Pensi che un ritiro in quota in più sia meglio. Ho sempre avuto un rendimento altalenante“.