Una dodicesima tappa quella del Tour de France 2017 all’insegna di Fabio Aru, il ragazzo della Sardegna non vince la frazione, ma si prende la maglia gialla. Il leader della classifica generale è ora proprio lui, il Cavaliere dei Quattro Mori che nonostante la minore età rispetto al suo rivale più temibile, Chris Froome, dà una lezione di tenacia inaudita proprio al britannico che a pochi metri dal traguardo cede.
Fabio Aru è dunque alla sua prima maglia gialla in carriera. Grazie a questo straordinario ragazzo anche la Sardegna per la prima volta conquista un traguardo per il ciclismo così importante: Fabio è infatti il primo sardo della storia ad essere leader alla competizione francese. Dopo Vincenzo Nibali nel 2014 finalmente un altro italiano riesce a dire la sua sui Pirenei. Ma chi è davvero Fabio Aru? Come è arrivato fino ad ottenere questa attitudine allo sport che pratica ogni giorno tra sudore e sacrifici?
Fabio Aru è raccontato attraverso le parole della giornalista Rai, Alessandra De Stefano che ammettendo di conoscere la madre del campione italiano descrive come meglio nessun altro potrebbe gli esordi del corridore dell’Astana. Alessandra in diretta su Rai Tre infatti parla di quando Fabio per allenarsi fu costretto a lasciare la Sardegna alla volta di un futuro incerto e fatto di piccoli sacrifici.
Un futuro che poteva anche svanire viste le difficoltà affrontate dal corridore. Sveglie alle 6 del mattino, mezzi pubblici, panini mangiati al volo e la lontananza da parenti ed amici. Fabio che un giorno in preda alla stanchezza chiamò la madre e le disse: “mamma vienimi a prendere, non ce la faccio più“. La madre però che puntava sul figlio di cui conosceva prima di tutti il talento, insistette per farlo rimanere lì dov’era ad allenarsi.
Una madre che sentendosi dire, da un Fabio Aru avvilito dai risultati che non arrivavano: “mamma mi hai abbandonato”. Questa frase nel cuore della madre del corridore fino ad oggi portata come un doloroso episodio del suo rapporto col figlio, vede la cicatrice dovuta a quelle parole rimarginarsi grazie a quello che Fabio è riuscito a fare a soli 27 anni. Grande Fabio tifiamo tutti per te!
