Chris Froome è vicino a calare il poker, vincendo il quarto Tour de France della propria carriera. Un legame solido e inscindibile che lancia il corridore del Team Sky nell’Olimpo dei grandi del ciclismo. Una vittoria messa in discussione da un solo avversario, l’unico riuscito a sfilargli la maglia gialla negli ultimi tre anni.

Quell’avversario si chiama Fabio Aru, criticato e denigrato per la sua posizione in classifica, ma rimasto sempre lì a lottare come un leone ferito. La vittoria ottenuta alla Planches des Belles Filles sta lì a dimostrarlo, una perla incastonata in una Grande Boucle affrontata con uno spirito da campione che, purtroppo, non ha pagato. Gli alibi? Ci sono, ma il sardo non se ne cura. La bronchite che lo ha condizionato dal giorno successivo alla conquista della maglia gialla, la solitudine patita nei momenti topici di questo Tour e, infine, la condizione fisica non ottimale dopo l’infortunio affrontato qualche mese fa. E pensare che Aru in Francia non ci sarebbe nemmeno dovuto essere, dal momento che ha deciso di correre la Grande Boucle solo dopo aver avuto la certezza di saltare il Giro d’Italia.

Una molla che ha spinto il Cavaliere dei Quattro Mori a provarci, centrando una piccola impresa che resterà scolpita nel suo cuore: negli ultimi tre Tour solo lui è riuscito a togliere la maglia gialla a Froome. E’ stato proprio Aru ad avere il fegato di attaccare Froome, instillandogli i primi dubbi sulla vittoria di una corsa che, poi, è riuscito a raddrizzare. Inoltre, a due tappe dalla fine, Aru è quinto a meno di due minuti dal britannico del Team Sky. L’anno scorso, a questo punto del Tour, il secondo classifica Bardet aveva più di quattro minuti di distacco da Froome, mentre due anni fa Valverde (allora terzo) viaggiava a cinque minuti dal leader.

Numeri chiari e palesi che dimostrano come Aru sia stato uno dei grandi protagonisti di questo Tour. Non importa che non abbia vinto, ci ha provato. Per questo non merita critiche ma solo applausi, se l’Italia ha sognato in Francia, lo deve solo ed esclusivamente a Fabio Aru.
