Marco Canola sta disputando un inizio di seconda parte di stagione al top. Il ciclista della Nippo Vini Fantini ha vinto 3 tappe al Giro del Giappone e dato una mano d’aiuto alla squadra all’Hammer Series. Lo scalatore italiano, in questa stagione oltre alle tre tappe giapponesi, ha vinto la Volta Limburg Classic. Marco Canola cercherà di essere al meglio per i campionati italiani che si disputeranno il 25 giugno e parteciperà ad alcune gare per migliorare la tenuta fisica. I campionati italiani sono un motivo d’orgoglio per gli azzurri e indossare la maglia tricolore è un grande riconoscimento. Al momento Marco Canola è il corridore italiano con più vittorie all’attivo (4 + 1 maglia a punti) nella stagione 2017. Ai microfoni di Sport Fair, Marco Canola ha raccontato le sue sensazioni avute al Giro del Giappone, dei suoi metodi di allenamento e a quali gare parteciperà prossimamente.
A quale tappa sei più legato delle 3 vittorie al Giro del Giappone?
Le tappe a cui sono legato del Tour of Japan sono la prima e l’ultima. Sono state le più belle per come sono arrivate. La prima perché è stato bello arrivare da solo e l’ultima perché abbiamo fatto un gran bel lavoro di squadra ed è stato bello per coronare il lavoro di tutti e ringraziare così tutta la squadra che ha lavorato per me.
Che tipo di gare sono le Hammer Series? Come si preparano corse del genere?
Molto molto particolari, ero arrivato da 2 giorni dal Giappone quindi per me non è stato facilissimo perché hai subito da andare a tutta. È un bel format, dal punto di vista degli atleti probabilmente da migliorare in alcuni aspetti, ma dal punto di vista delle gare daranno molto spettacolo al pubblico per la grande tecnologia utilizzata per trasmetterle e per come sono ideate per non avere mai tempi morti.
Come si allena uno scalatore? Che alimentazione bisogna avere?
L’allenamento va fatto ogni giorno, senza mai lasciarsi andare. Nel ciclismo moderno l’alimentazione e la cura del dettaglio sono importanti. Molto importante è il recupero e il riposo per recuperare le energie spese e arrivare via via al top della condizione. Un nutrizionista mi segue personalmente nel quotidiano perché ormai è un aspetto importante.
Quali sono le tue prossime gare?
Le mie prossime gare sono il Grand Prix du Canton d’Argovie e il Tour di Slovenia per poi arrivare al Campionato Italiano del 25 giugno. Cerco di avere una leggera flessione ora per tornare su di condizione in Slovenia e per tornare al top nella mia gara che è il campionato italiano. Poi per la seconda parte di stagione vedremo.
Come ti trovi alla Nippo Vini Fantini?
Bene, una bella squadra, ma soprattutto siamo molto affiatati con i compagni, c’è molto spirito di squadra. Lo staff è competente, si dà da fare, ed è un bello stimolo avere a che fare con una realtà internazionale come la nostra squadra Italo-Giapponese, è un bello stimolo.
Nel 2014 hai vinto una tappa al Giro d’Italia. Quali sono state le sensazioni provate quel giorno?
La tappa del Giro 2014… belle emozioni, ma voglio riprovarle. Vorrei rifare il Giro e rivincere li. Sento che è nelle mie possibilità rivincere una tappa di una grande corsa è la mia grande ambizione ritornarci e vincere di nuovo.
Il ciclismo italiano ha molti giovani di prospettiva. Secondo te chi è attualmente il miglior corridore italiano?
Moscon sta dimostrando di andare molto forte. Non è facile perché il ciclismo dilettantistico italiano sta soffrendo e rischi di perdere dei talenti. Più che pensare chi sono sarebbe meglio pensare a come aiutare tutta la struttura dilettantistica per far si che non vengano persi e che il ciclismo dilettantistico ritorni allo splendore di alcuni anni fa.
Alla Milano-Sanremo sei giunto in ventesima posizione. Che gara è stata?
È stata una gara molto molto tattica e attendista fino alla fine. Diversa dagli altri anni perché prima parte con grande vento contro e tutti molto coperti. Seconda parte invece molto veloce con vento a favore e corsa resa velocissima. Prima non c’è stata tutta la solita selezione sui capi sulla Cipressa siamo arrivati sul Poggio tanti corridori quindi era fondamentale ma difficile prendere la posizione davanti sul Poggio ma dovevi avere lo squadrone che ti portava.








