Mario Cipollini sta affrontando uno dei momenti più difficili della sua vita, accantonata per un attimo la questione legale con la ex compagna, l’ex ciclista si ritrova a dover fare i conti con una malattia seria, per la quale ha anche rischiato di morire.

Grazie all’aiuto dell’amico e medico Corsetti, Cipollini si è sottoposto ad una serie di esami importanti dai quali è emersa una miocardite importante: “le biopsie hanno dato una risposta dura, miocardite linfocitaria. Malattia seria, non si scherza e può portare a estreme conseguenze. La mamma di un caro amico è morta per i postumi di questa malattia. I medici hanno scoperto che la mia è dovuta a un virus. Non c’è una cura, solo riposo totale. Riempio le giorate leggendo. Studio, m’informo. Sto bene, ma mi sento un po’ apatico: spero che a gennaio mi ‘liberino’. Sono a dieta: niente o pochissimi carboidrati- Faccio il padre a distanza, il bene delle mie figliole è l’unica cosa che mi interessa“, ha raccontato alla ‘rosea’.

“E’ strano, perchè da atleta pensi di essere sano, forte, perfetto. Invece non è così. Mi ero accordo che qualcosa non adanva perchè quando in salita spingevo 500 watt mi sentivo come un limitatore. Sono fortunato perchè ho al fianco un grande amico e un grande professionista come Corsetti. Come dice lui, che un po’ di paura me l’ha fatta venire, questa è una battaglia che vinceremo, ma va combattuta. Ho 52 anni e ancora un po’ di cose da fare nella vita. In un momento molto difficile mi sono trovato in ospedale nella miigliore situazione possibile. Al Lancini mi sono sentito come a casa anche sotto l’apetto morale, però ho vissuto momenti intensi che non immaginavo. L’esame che mi ha toccato di più è stata la coronarografia. Sul lettino mi sono sentito a notevole disagio. Ma il peggio è stato il giorno dopo, mi hannodovuto sedare“, ha aggiunto prima di concludere con una piccola parentesi su Marco Pantani: “Marco non si è ucciso, non lo avrebbe mai fatto, Marco è stato ucciso. Hai visto com’era conciato? Come fai a conciarti così da solo?“.
