Ciclismo – Tra divieti e smentite: l’UAE Abu Dhabi non può festeggiare con bevande alcoliche?

La UAE Abu Dhabi non può festeggiare con bevande alcoliche, ma Beppe Saronni smentisce

UAE Abu Dhabi Cycling TeamIl Team UAE Abu Dhabi, dopo mille disavventure causate dalle cordate cinesi, che non hanno garantito i fondi per i ‘pass’ dell’iscrizione, è stato ufficialmente inserito nella categoria WorldTour. L’incursione del medio oriente nel mondo del ciclismo è la grande novità di questa stagione (oltre alla squadra di Beppe Saronni c’è anche la Bahrain Merida). La famiglia Galbusera, dopo 27 anni di successi, ha lasciato il ciclismo e anche la sponsorizzazione con Merida si è conclusa il 31 dicembre. Ottimo è stato il lavoro svolto da Beppe Saronni, che in poco tempo è riuscito a garantire un futuro alla squadra. Nelle prime gare, il team ha già raccolto una vittoria con Rui Costa alla Vuelta a San Juan. 

Ma Paese che vai usanze che trovi, recita un vecchio detto. Di solito, chi vince una tappa o una corsa, è consuetudine che festeggi con spumante o champagne. Per i paesi arabi però questa usanza non è gradita e anzi viene vista come conflitto culturale e religioso. Quindi tutti i componenti della squadra araba (stesso discorso vale per la Bahrain Merida) non potranno stappare nessuna bottiglia che contenga alcool e in più per i corridori della UAE Abu Dhabi sarà vietato postare sui social foto o video con bevande alcoliche.

Ernesto Colnago e beppe saronniMa a svelare come stanno veramente le cose ci ha pensato Beppe Saronni, general manager della squadra, che ha smentito in parte il ‘divieto’ della dirigenza della UAE Abu Dhabi: “ai nostri corridori non è stato dato alcun divieto di bere alcolici e nemmeno è stato imposto di non festeggiare con spumante le vittorie. Se un nostro ciclista vince al Giro o al Tour deve aprire stappare la bottiglia, come prevede la cerimonia di premiazione, – ha dichiarato come riportato dal Corriere della Sera -. Gli investitori vengono da Paesi dove hanno abitudini e usanze leggermente diverse dalle nostre. Quando si va in casa d’altri è bene che i ragazzi e tutto il gruppo siano informati sui costumi del posto”.