
Taylor Phinney ha lasciato la BMC per approdare in Cannondale. Il 26enne americano, però, ha pensato di lasciare il ciclismo a causa delle precarie condizioni fisiche. Nel 2014, il corridore ha subito un grave incidente che gli ha causato una doppia frattura alla gamba sinistra e solo in questa stagione ha ripreso lentamente la condizione fisica, anche se, purtroppo per lui, non è tornato ai suoi massimi livelli.
In più, secondo Phinney questo sport sta lentamente trasformando i corridori in macchine. “Ero abbastanza convinto di smettere con il ciclismo in questa stagione”, – ha dichiarato Phinney come riportato da it.blastingnews.com-. “Tanti ragazzi si scottano in questo sport, vengono gettati in una pentola a pressione di numeri che porta le persone lontano da un senso di realtà. Se arrivassi oggi nel ciclismo probabilmente non resisterei. Guardate un ragazzo come Flakemore, ha fatto sei mesi con la BMC ed ha mollato”.

Un vero e proprio attacco all’evoluzione che il ciclismo sta realizzando utilizzando la tecnologia e non più la forza fisica dell’uomo. Il ciclismo sta diventando uno sport usato dalle squadre come business, mettendo in secondo piano la passione. Questa situazione all’americano non piace a tuona così: “bisogna riportare il ciclismo ad essere un’esperienza sensoriale, altrimenti diventeremo solo dei robot”, – prosegue -. “Il ciclismo è una bellissima esperienza sensoriale, è come volare su e giù per le montagne. Il cuore del ciclismo è questo, non sono i numeri. Penso che dobbiamo salvare il nostro sport“.
