Lo scorso anno il Corriere della Sera ha lanciato uno scandalo che coinvolge il mondo del ciclismo. Alcuni team manager chiederebbero soldi ai corridori per inserirli in squadre professionistiche e dar loro contratti con esse. Una “trattativa” insolita, ma ai quali molti ciclisti si concederebbero pur di passare dal mondo amatoriale a quello professionistico.
Non accade a tutti: campioni come Viviani, Nibali, Sagan e Contador di certo non hanno dovuto pagare per fare il salto di qualità, ma ciclisti meno talentuosi avrebbero dovuto fare i conti con questa amara verità.

Proprio il campione olimpico dell’omnium Elia Viviani, ha rilasciato lo scorso giugno una deposizione alla Procura del Coni, riguardo l’esperienza del suo amico Coledan, nel 2012 ciclista della a squadra di Bruno e Roberto Reverberi, allora sponsorizzata dalla Colnago. Il corridore si sarebbe poi voluto trasferire nel team di Viviani ma la sua squadra non glielo ha permesso: “rimase sorpreso di sapere che avrebbe dovuto pagare una penale per svincolarsi dalla Bardiani, anche perché prendeva lo stipendio minimo e nessuno gli aveva detto che avrebbe dovuto pagare questa somma che non era nemmeno indicata in maniera chiara nel suo importo” ha dichiarato Viviani.
L’indagine del Coni prosegue e, per il momento sono stati presi dei provvedimenti per alcuni team manager: sono stati infatti deferiti Savio, Reverberi e Citracca.
