La volata di ieri alla Parigi-Nizza è stata leggendaria. Il ciclista della Bahrain-Merida, Sonny Colbrelli, ha realizzato una vera impresa nelle strade francesi. Questa è stata la prima vittoria importante per la squadra araba nella sua storia. Vincenzo Nibali e Brent Copeland ci hanno visto lungo su Colbrelli: la sua tenacia, la sua forza fisica e la sua intelligenza tattica sono le caratteristiche che il duo cercava per allestire un ‘treno’ per le volate di livello.
Le lacrime di Sonny Colbrelli a fine tappa saranno ricordate per sempre da tutti. Il suo urlo, la sua commozione dopo una giornata pazzesca sono entrate nel libro delle imprese memorabili. Il corridore della Bahrain Merida a fine gara ha analizzato la corsa: “pioggia, freddo, vento. Una bagarre cominciata dopo 10 chilometri dal via e finita solo al traguardo, tra l’altro dopo una prima tappa domenica simile quanto a svolgimento e impegno necessario -ha dichiarato Colbrelli come riportato da La Gazzetta dello Sport -. Molti, nel finale, scuotevano le mani a causa del freddo. C’erano due, tre gradi. Ho sofferto anch’io e mi sono raffreddato, non mi sentivo al massimo. Da qui l’urlo del successo. E’ stato liberatorio“.
Sonny Colbrelli si è messo dietro corridori di fama internazionale come Greipel, Kristoff, Kittel, Degenkolb. Una stupenda soddisfazione che pone adesso anche lui tra i ‘big’: “sono venuti tutti a farmi i complimenti. C’erano anche Greipel, Kristoff, Kittel… Tanti mi aspettavano al varco in questa stagione, che deve essere quella del definitivo salto di qualità – prosegue -. Ho 26 anni, sono per la prima volta in un team WorldTour. Non mi manca niente, mi fanno sentire un leader. E mi butto pure nelle volate di gruppo, di cui prima avevo timore”.
