Ciclismo, Nibali cuore di papà: “ciao amore mio, torno presto così poi giochiamo insieme”

Vincenzo Nibali parla della sua squadra, delle difficoltà al Giro d'Italia edizione numero 100 e dell'amore verso la figlioletta Emma

vincenzo nibaliIl 2017 di Vincenzo Nibali è iniziato in Argentina alla Vuelta a San Juan. Un roster ben attrezzato quello che Copeland, manager della Bahrain Merida, ha allestito per lo Squalo, fatto da ciclisti di esperienza e di gioventù. Tanta esperienza grazie a Pellizotti, Visconti e Gasparotto e da giovani come Colbrelli e Ion Izagirre. Per la prima volta ci sarà Antonio, suo fratello minore all’interno del team. “Sembra che sia stato fatto un ottimo lavoro. Sonny Col­brelli, Niccolò Bonifazio, Enrico Ga­sparotto, Ion Izaguirre, Heinrich Haussler, sono tutti ottimi corridori”, ha dichiarato Nibali come riportato da www.tuttobiciweb.it.

bahrain merida squadraAlla Vuelta a San Juan, il lituano Navaurdauskas ha vinto una tappa, diventando il primo corridore di una squadra araba a vincere nella categoria WorldTour (pochi giorni dopo ha vinto Rui Costa sempre nella corsa argentina con l’Uae Abu Dhabi). Nibali ha cercato nell’ultima tappa di vincere, ma per soli 3 secondi non è riuscito nell’impresa. Obiettivo principale nel 2017 per il messinese è il Giro d’Italia, edizione numero 100. Una corsa che lo vedrà per la prima volta sfidare il suo ex compagno di squadra all’Astana Fabio Aru. Ma, oltre il Cavaliere dei Quattro Mori, ci saranno anche Van Gar­deren, Pinot, Zakarin e soprattutto Nairo Quintana: “ci sarà battaglia e con uno come Fabio c’è poco da scherzare. Lui non è corridore che gioca sulla difensiva: se sta bene, attacca, – continua-. E quando decide di farlo, fa maledettamente male. Insomma, come si dice, comunque vada sarà uno spettacolo”.

Non solo biciclette e gare per Vincenzo Nibali: lo Squalo infatti passa molto tempo anche con la sua famiglia e con sua figlia Emma, alla quale è legatissimo. Un legame solido anche se a causa delle lunghe trasferte e degli allenamenti si vedono poco: “purtroppo per lei, mi vede spesso con la valigia. Ma seguendo un consiglio del nostro pediatra di Lugano, ogni volta che devo partire, anche se Emma sta dormendo, io passo dalla sua cameretta e la saluto, – conclude -. Le parlo, la tranquillizzo: ciao amore mio, papà va via qualche giorno per lavoro. Ma torno presto, così giochiamo assieme”.