
La ferita subita alla Vuelta, in cui fu escluso per essersi aggrappato ad un’ammiraglia brucia ancora, ma Nibali sottolinea: “qui, durante la seconda tappa, ci sono state due o tre cadute e c’è chi è rientrato attaccato alla macchina. Non dico nient’altro. Lasciando stare questi discorsi, voglio sottolineare che mi sto divertendo come sei anni fa quando portai a casa questo Tour. Cercherò di testarmi ma senza l’ossessione del risultato, la preparazione va avanti step by step”. Il futuro prossimo regalerà tanti appuntamenti, Nibali è pronto: “il Giro e il Tour sono sogni simili, ma correre in Italia per me ha un valore diverso. Sento anche più pressione.

L’Astana? Ho ricevuto un’offerta importante per rinnovare il nostro accordo, ma ho richieste anche da altri team. Adesso penso solo a pedalare, di queste situazioni se ne occupano i miei procuratori”. L’appuntamento clou della stagione, però, sono i Giochi di Rio 2016: “se fossi il Nibali del Tour 2014 non ce ne sarebbe per nessuno? Ci può stare. Ma non sarà facile. Sono orgoglioso di portare per il secondo anno di fila la maglia tricolore, mi dispiace solo che ci sia ancora chi critichi il disegno, chi dice che sembra la bandiera d’Ungheria. Ma ci sono delle regole da rispettare e ne ho visto altre, come quelle di Malori o Valverde, che sono simili alla mia“.
