
Sacha Modolo dopo tanti anni passati alla Lampre Merida\UAE Team Emirates ha deciso di passare alla EF Education Drapac. L’azzurro sarà il principale velocista della squadra americana per questa stagione e avrà dei compiti precisi. Sacha Modolo è un corridore molto forte nelle volate e può dire la sua anche nelle Classiche del Nord (soprattutto al Giro delle Fiandre). In questa stagione il ciclista ha già vinto una tappa alla Vuelta a Andalucia dimostrando a tutti di che pasta è fatto. Il ciclista della EF Education Drapac ai microfoni di SportFair ha svelato a quali corse parteciperà quest’anno, ma ha anche parlato del suo rapporto con Rigoberto Uran, non dimenticando di specificare quale significato profondo assuma per lui essere un corridore.
Dopo la caduta alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne come stai?
“Sto meglio. All’inizio c’è stata subito paura perché avevo reflusso di sangue dovuto al trauma toracico. Poi fortunatamente si è fermato e non ho riportato fratture”.
Quali saranno le tue prossime corse?
“Ora faró la Tirreno. Poi Milano-Sanremo, Gand-Wevelgem e Giro delle Fiandre”.
Ti è pesato lasciare la Lampre Merida\UAE Team Emirates?
“Sinceramente no. Stavo bene e la squadra era praticamente di staff italiano, ma avevo bisogno di cambiare”.
Alla EF Drapac quali saranno i tuoi compiti?
“Mi hanno cercato perché volevano un velocista che però potesse essere utile anche nelle Classiche del Nord. All’Omloop e alla Kuurne mi son comportato bene e credo che insieme a Sep Vanmarcke ci si divertirà”.
A quale grande giro sarai al via e quali saranno le tue aspettative?
“Farò il Giro d’Italia. L’obiettivo è tornare vincente in almeno una tappa”.
La squadra americana ha un grande potenziale grazie a Rigoberto Uran. Che rapporto hai con lui?
“Con Rigo ho parlato solo in ritiro poi non l’ho più visto. Lo vedrò ora alla Tirreno. È un ragazzo alla mano e simpatico, riesce ad andare d’accordo con tutti”.
Quali sono state l’emozioni provate dopo la Vuelta a Andalucia?
“Non ho provato particolari emozioni. L’importante era vincere e ci son riuscito, ma il mio pensiero era già per le prossime gare”.
Cosa significa per te essere un corridore?
“Significa sacrificio, significa star via di casa tanto, significa condividere con la fatica e con le frequenti sconfitte, ma quando si raggiunge un risultato la soddisfazione è tantissima. Significa libertà, viaggiare per il mondo su due ruote, sfrecciare a 90km/h in discesa. È difficile descrivere il ciclismo. O piace o non piace”.
“Ho la passione per le due ruote in generale. Moto, motocross, vespa e lambretta. Smonto e rimonto, aggiusto e modifico. Quando è stagione mi piace andare a pescare. Se piove invece videogames”.
