
Il 2017 della squadra italiana Androni Giocattoli Sidermec sarà l’anno delle novità. Il team ha ringiovanito il roster e per puntare molto sui giovani. Gianni Savio, patron della squadra, ha intenzione di rendere la squadra sempre più green e con ciclisti che in futuro diventeranno campioni. Un progetto ambizioso che potrebbe far crescere di molto la caratura della squadra. “Sarà un progetto legato ai giovani, basato su Bernal. Il ragazzo è un vero e proprio talento che abbiamo lanciato quest’anno fra i professionisti ed è stato una delle rivelazioni dell’anno. Oltre a lui poi è arrivato Ivan Ramiro Sosa ed altri giovani italiani come Ballerini, Mansnada, Vendrame, terzo ai Campionati europei, ed il velocista Malucelli. Poi ci sono dei corridori di esperienza importanti che avranno anche il ruolo di guidare i ragazzi più giovani“, ha dichiarato Savio come riportato a Ultimo Chilometro.

Chi è rimasto quindi ha il compito di guidare i giovani ad esprimersi al meglio, e magari di guidarli alla vittoria in proiezione classifica. La Androni ha la licenza Professional Continental Team e spera di poter approdare nel WorldTour. Il programma della squadra è già stato stilato e rivedremo i ragazzi dell’Androni Giocattoli già al Tour de San Juan in Argentina, anche se la speranza è quello di rivedere il team al Giro d’Italia: “attendiamo fiduciosi la WildCard per il Giro. È una corsa nel nostro cuore e che abbiamo sempre onorato nel migliore dei modi. Contiamo di poter tornare protagonisti, soprattutto con questa squadra che ha un nuovo progetto”, ha proseguito Savio”.

Tra i tanti che hanno lasciato la squadra c’è Franco Pellizotti. Il “Delfino di Bibione” allo stato attuale non ha firmato il rinnovo, ma ci sono voci che lo spingono alla Bahrain Merida. Lo stesso Savio conferma questa indiscrezione: “Pellizotti non è stato ingaggiato da noi per la prossima stagione. Spero termini la carriera alla Bahrain – Merida. Quando ci eravamo parlati sia con lui che con il suo entourage sembrava che potesse approdare ad una squadra WorldTour. Sarebbe giusto finire la carriera lì per un corridore che ha avuto una carriera importante“, conclude Savio.

