Il ciclismo è uno sport che riesce a regalare sempre fortissime emozioni. Sfide appassionanti, sudore, fatica e tanto rischio: i corridori non temono nulla e pedalano in qualsiasi condizione, anche sotto la neve e la grandine, anche dopo una terribile caduta.
Il ciclismo è uno sport ricco di valori e ogni giorno regala importanti insegnamenti. Il ciclismo è anche amicizia e altruismo, non solo rivalità e fame di vittoria, come nel caso di Edoardo Laino, il giovane corridore della Rostese Rodman che lo scorso 23 aprile, ha deciso di non spingere fino in fondo nella gara allievi di Costigliole Saluzzo per far trionfare il suo compagno di squadra Luca Portigliatti.
“Durante la corsa Portigliatti mi aveva chiesto se stavo bene, perchè non ero al massimo della condizione, ma appena visto lo striscione d’arrivo ho ritrovato improvvisamente forze insospettate per sprintare. In extremis ho però deciso di non superare Luca, perchè io quest’anno avevo già vinto, e lui no, e poi è un debuttante in categoria. Mi sono sentito di agire così e non me ne pento affatto“, ha dichiarato Edoardo Laino come riportato da TuttoSport.
Una passione, quella per il ciclismo, coltivata sin da piccolo: “da bambino pedalavo solo in mountain bike, finchè mio nonno Attilio mi chiese se volessi provare la strada. Io neppure sapevo cosa significasse. Fece tutto lui iscrivendomi alla Rostese per farmi gareggiare. Quando montai sulla prima bici da corsa, sentendola così leggera e vedendo le ruote sottili, mi sono immediatamente appassionato“.
Adesso, nella mente di Edoardo, solo tanto allenamento e tanta voglia di crescere e diventare come i suoi idoli del grande ciclismo: “resterò alla Rostese finchè sarà possibile, questa società è una seconda famiglia per me, così come lo è stata per Fabio Felline, magari riuscissi a ripercorrere la sua carriera!“.
