Non si placa l’ira della Nippo Fantini verso gli organizzatori del Giro d’Italia. La squadra italiana è stata esclusa clamorosamente dalla corsa in rosa e a prendere il suo posto è stata la CCC Sprandi. Oltre la squadra italiana, anche l’Androni Sidermec è stata esclusa per la seconda volta consecutiva. Mauro Vegni ha attaccato le due squadre dichiarando che i progetti non sono adeguati per la grande corsa italiana.

Il general Manager della Nippo Fantini, Francesco Pelosi, chiederà alla Federazione Ciclistica Italiana di intervenire e di ottenere una wild card in più come successo nel 2011 per i 150 anni dell’Unità d’Italia: “reputiamo necessario un intervento forte per salvaguardare il Ciclismo Italiano e dare un’opportunità in più ad un team di matrice tricolore per il Giro100, il Giro che più di ogni altro unirà l’Italia e porterà il Made in Italy nel mondo. I team Italiani sono sponsorizzati da molte aziende Italiane, simbolo del Made in Italy, meritano di essere valorizzate nell’evento Nazional – Popolare più importante, alla sua 100ª edizione, – scrive in una nota Pelosi -. Mi stupisco di come la FCI non si sia mossa, in vista del Giro100, collaborando con RCS per coniugare tutela del ciclismo e dei progetti Italiani al pari delle scelte strategiche aziendali proprie di RCS per il futuro. Chiediamo alla Federazione Ciclistica Italiana di intervenire, a supporto di RCS, per chiedere una deroga all’UCI ed allargare il numero delle Wild Card, come fatto nel 2011 per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia”.

Pelosi ha poi replicato alle parole di Mauro Vegni che ha accusato la Nippo Fantini di non avere un progetto: “la reputo una dichiarazione offensiva e ne rimango stupito. Vini Fantini ha un manifesto chiaro che dal 2015 spiega la mission: crescere i migliori giovani talenti Italiani e Giapponesi guidati da atleti di classe ed esperienza, con un ‘attività internazionale, con chiarezza ed etica impeccabili gestiti da nuove professionalità fino alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Il team è fondato su due sponsor storici che investono da anni nel ciclismo italiano, – conclude -. Siamo una società 100% Italiana, per gestione e affiliazione (paghiamo le tasse in Italia) e non abbiamo mai avuto casi di Doping. Siamo intransigenti sul doping, per questo siamo anche l’unica squadra al mondo che pubblica on-line i dati del passaporto biologico dei nostri corridori, puntando alla massima trasparenza e intransigenza”.

