Ciclismo, la Nippo Fantini risponde alle accuse di Vegni: “dichiarazioni offensive!”

Francesco Pelosi, General Manager della Nippo Fantini, replica alle affermazioni del direttore operativo Mauro Vegni sulla questione wild card del Giro d'Italia 2017

Non si placa l’ira della Nippo Fantini verso gli organizzatori del Giro d’Italia. La squadra italiana è stata esclusa clamorosamente dalla corsa in rosa e a prendere il suo posto è stata la CCC Sprandi. Oltre la squadra italiana, anche l’Androni Sidermec è stata esclusa per la seconda volta consecutiva. Mauro Vegni ha attaccato le due squadre dichiarando che i progetti non sono adeguati per la grande corsa italiana.

LaPresse/ Fabio Ferrari
LaPresse/ Fabio Ferrari

Il general Manager della Nippo Fantini, Francesco Pelosi, chiederà alla Federazione Ciclistica Italiana di intervenire e di ottenere una wild card in più come successo nel 2011 per i 150 anni dell’Unità d’Italia: “reputiamo necessario un intervento forte per salvaguardare il Ciclismo Italiano e dare un’opportunità in più ad un team di matrice tricolore per il Giro100, il Giro che più di ogni altro unirà l’Italia e porterà il Made in Italy nel mondo. I team Italiani sono sponsorizzati da molte aziende Italiane, simbolo del Made in Italy, meritano di essere valorizzate nell’evento Nazional – Popolare più importante, alla sua 100ª  edizione, – scrive in una nota Pelosi -. Mi stupisco di come la FCI non si sia mossa, in vista del Giro100, collaborando con RCS per coniugare tutela del ciclismo e dei progetti Italiani al pari delle scelte strategiche aziendali proprie di RCS per il futuro. Chiediamo alla Federazione Ciclistica Italiana di intervenire, a supporto di RCSper chiedere una deroga all’UCI ed allargare il numero delle Wild Card, come fatto nel 2011 per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia”.

LaPresse/ Fabio Ferrari
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Pelosi ha poi replicato alle parole di Mauro Vegni che ha accusato la Nippo Fantini di non avere un progetto: la reputo una dichiarazione offensiva e ne rimango stupito. Vini Fantini ha un manifesto chiaro che dal 2015 spiega la mission: crescere i migliori giovani talenti Italiani e Giapponesi guidati da atleti di classe ed esperienza, con un ‘attività internazionale, con chiarezza ed etica impeccabili gestiti da nuove professionalità fino alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Il team è fondato su due sponsor storici che investono da anni nel ciclismo italiano, – conclude -. Siamo una società 100% Italiana, per gestione e affiliazione (paghiamo le tasse in Italia) e non abbiamo mai avuto casi di Doping. Siamo intransigenti sul doping, per questo siamo anche l’unica squadra al mondo che pubblica on-line i dati del passaporto biologico dei nostri corridori, puntando alla massima trasparenza e intransigenza”.