
Michal Kwiatkowski è stato l’uomo di fiducia di Chris Froome in questa 104ª edizione del Tour de France. Il ciclista del team Sky è stato perfetto in tutte le 21 tappe della Grande Boucle e aiutato il Keniano Bianco a trionfare nella classifica generale. Forse senza l’aiuto del polacco il capitano della squadra britannica non avrebbe mai vinto il quarto Tour de France. Kwiatkowski in questa stagione è riuscito ad esprimere il meglio di sé: trionfo alla Strade Bianche, alla Milano-Sanremo e ai campionati polacchi a cronometro. Il ciclista del Team Sky è perfetto nelle corse classiche ma nei grandi giri se la cava egregiamente.

Il ciclismo è uno sport massacrante a causa delle molteplici ore passate in strada sia corsa che in allenamento. Michal Kwiatkowski ha raccontato perché ama il mondo a due ruote: “adoro talmente il ciclismo che me ne piace ogni aspetto. Amo le salite e le discese, i ventagli, le situazioni difficili. Ma fino ad ora, in un grande giro, avevo avuto alti e bassi. Stavolta sono stato costante dall’inizio alla fine, mi son sentito bene a ogni tappa – ha dichiarato il ciclista del team Sky come riportato da La Gazzetta dello Sport -. Magari un giorno, se riuscissi a migliorare ancora in salita e a cronometro, potrei tentare di vincere un grande giro. Per adesso, mi prendo il mio tempo. Un passo alla volta”.
Al Tour de France Kwiatkowski è stato oltre che valido gregario un perfetto meccanico (Froome ha rotto la ruota alla 15ª tappa e prontamente il polacco ha riparato il danno e fatto ripartire subito il britannico). L’edizione numero 104 del Tour de France ha però dei momenti bui per il team Sky. Sui Pirenei gli uomini in nero sono stati battuti da Fabio Aru e hanno perso la maglia gialla. Kwiatkowski ha ripercorso quei momenti: “non era mai successo che Chris la perdesse in montagna, ma non ci siamo scoraggiati e, due giorni dopo, ce la siamo andati a riprendere – ha concluso -. Abbiamo dimostrato quanto fosse grande il nostro spirito, di che pasta siamo fatti”.
