Ira Chris Froome. Il ciclista del team Sky non ha gradito il polverone alzatosi intorno a lui e al suo team nell’ultimo Tour de France, dove il britannico ha trionfato seppur accusato di doping.

In una recente intervista rilasciata al periodico Procycling, Froome è tornato a parlare di quel Tour, esprimendo tutta la sua rabbia. “Sembrava che quest’anno al Tour de France, il 90% di quello di cui i media volevano parlare erano i sospetti e i dubbi sulle nostre prestazioni. Mi sentivo come se quello fosse il soggetto piuttosto che la gara vera e propria, che in realtà era davvero emozionante“. Ha definito gli episodi degli insulti, dei pugni e del lancio di urina “ridicoli, al limite del comportamento disgustoso. Ma al stesso tempo è stato come se tutto questo fosse rumore di sottofondo ci abbia portato a essere una squadra più compatta. Non Cio saremmo lasciati dividere, rovinare la nostra esperienza del Tour. Quello che veramente mi spinge – ha aggiunto Froome – è la performance effettiva. Mi sono spinto come ho potuto per cercare di vincere il maggior numero di Tour e per avere il maggiore impatto positivo sui giovani. Il novanta per cento di tutto quello che faccio, la formazione, la concentrazione mentale, è orientato per cercare di essere il miglior atleta possibile“.
