Ciclismo, le verità di Viviani: “ci sta essere considerato il velocista numero uno al mondo. Gaviria? Ecco perché lo hanno sacrificato”

Il corridore italiano ha parlato di sè e della prossima stagione, sottolineando di voler dare continuità ai risultati ottenuti nel 2018

Un 2018 chiuso con un numero impressionante di successi, ben diciotto come nessun altro al mondo. Una stagione da ricordare e, magari, da migliorare in questo 2019 appena arrivato, nel corso del quale Elia Viviani ha intenzione di crescere ancora.

AFP/LaPresse

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il corridore della Deceuninck-Quick Step ha fissato i suoi obiettivi partendo dalla consapevolezza che sarà lui l’uomo da battere: “ci sta essere considerato il velocista numero uno al mondo, anche se non ho fatto il Tour. Però lì non è emerso uno sprinter numero uno, si sono divisi i successi. Quindi: sì, gli altri devono inseguirmi. Se tutto va bene, ho fiducia di poter mantenere lo stesso livello. Ho trascorso le feste tra allenamenti, incontri in famiglia, regali: niente di particolare. Ma l’1 l’ho festeggiato in grande stile, come negli ultimi anni. È l’anniversario di fidanzamento con Elena, siamo insieme da sette anni. Le ho regalato 7 rose rosse grandi, oltre a 10 più piccole, 10 come gli anni da cui ci conosciamo. Non escludo che nell’anno appena iniziato ci possano essere anche le nozze tra di noi”.

elia vivviani
Foto Massimo Paolone- LaPresse

Si ricomincia dall’Australia, che Viviani raggiungerà nelle prossime ore: “farò Down Under e Cadel Evans Race, tornerò il 29. Poi Uae Tour, Tirreno-Adriatico, Milano-Sanremo, De Panne e Gand-Wevelgem come primo blocco. L’addio di Gaviria? Avrò un rivale fortissimo in più, la squadra ha detto che aveva problemi di budget e, probabilmente, i miei exploit hanno reso un po’ più agevole la scelta di ‘sacrificarlo’. A parte Sagan, Fernando sarà il numero uno tra i miei avversari. Kittel tornerà competitivo, Groenewegen è sottovalutato e potrebbe crescere Ackermann. Il Viviani del 2018 è vicino al meglio, ma posso centrare una grande classica e raccogliere ancora nei prossimi 2-3-4 anni. Sono campione d’Italia e olimpionico. Un simbolo, ne sono orgoglioso. Voglio continuare a esserlo“.